La parola d’ordine è sicurezza. Un vademecum per la movida sicura, stilato da Anci, Upi e Regione Emilia-Romagna basato su responsabilizzazione dei singoli, prevenzione e controlli. Il tutto è stato fatto dopo una ricognizione delle misure emesse dalle amministrazioni comunali. Non solo, dunque, il rispetto dei protocolli regionali con le distanze, le mascherine e il divieto di assembramenti, ma anche la possibilità delle ordunanze dei sindaci per ulteriori limitazioni in fatto di aree e limitazioni degli orari. Inoltre i Comuni potranno coinvolgere le associazioni per garantire una presenza di volontari, utili a prevenire e dissuadere comportamenti pericolosi. Potranno essere anche utilizzati gli assistenti civici.

Fondamentale rimane anche il ruolo delle Polizie locali che, insieme a quella dello Stato, presidiano le aree dove possono manifestarsi problematiche.