Ieg certificata per parità di genere: è la prima società fieristica in Italia

La società cui fanno capo gli expo di Rimini e Vicenza ha una presenza femminile del 70% tra i dipendenti

Ad Ieg la prima certificazione in Italia per parità di genere, nella foto il presidente, Maurizio Ermeti
Ad Ieg la prima certificazione in Italia per parità di genere, nella foto il presidente, Maurizio Ermeti

Rimini, 30 gennaio 2024 – Una presenza femminile del 70 per cento tra i dipendenti. La metà dei ruoli dirigenziali assegnata alle donne. Numeri che sono valsi a Ieg la certificazione sulla parità di genere (Uni/Pdr 125:2022) per la piena corrispondenza delle politiche aziendali finalizzate all’equità lavorativa e all’inclusione.

Ieg – alla quale fanno capo gli expo di Rimini e Vicenza – è la prima società fieristica italiana a ricevere tale certificazione, conseguita con l’ente certificatore Bureau veritas Italia e ottenuta con il punteggio di 89,75 in un range fra 60 e 100. Il riconoscimento riguarda le sedi fieristico-congressuali di Rimini e Vicenza, oltre agli uffici operativi di Milano e Arezzo, ed è "testimonianza – sottolinea la società riminese – di un dna che storicamente distingue l’azienda e che ne ha generato l’impetuoso sviluppo proprio all’insegna di una relazione virtuosa fra inclusività e performance". L‘entità del punteggio, in particolare, "testimonia la presenza ormai consolidata di una serie di politiche di gestione del capitale umano volte al sostegno dell’occupazione femminile. Politiche che hanno creato negli anni un contesto aziendale che garantisce opportunità di crescita mantenendo sempre viva l’attenzione al bilanciamento vita privata-lavoro".

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Il consolidamento della leadership sul tema della diversità e inclusione è tra gli obiettivi di sostenibilità che Ieg si è prefissata di raggiungere nel piano strategico 2023 – 2028, recentemente approvato. Gonfia il petto il presidente Maurizio Ermeti, rivendicando l’importanza di "una certificazione che non è semplicemente il premio a un percorso compiuto sull’onda di una cultura aziendale che finalmente si afferma nel mondo delle imprese, ma l’affermazione di un’identità societaria che da sempre si è caratterizzata con un requisito sostanziato da premialità e riconoscimento dei talenti, ovunque essi siano". Per il presidente di Bureau Veritas Italia, Diego D’Amato, "grazie a questa certificazione le aziende hanno a disposizione uno strumento per innescare il cambiamento sul fronte della parità di genere, diffondendo una cultura inclusiva e misurando il proprio impegno al miglioramento". Ciò che sta facendo Ieg, realtà che anche da questo punto di vista "può essere presa ad esempio nel proprio mercato di riferimento".

Le aziende di maggiore successo – dati alla mano – sono quelle che al loro interno riescono a creare e mantenere un modello di lavoro che punti con decisione sull’inclusività. Tra le imprese che sono riuscite a instaurare un clima di parità e inclusione, i profitti sono superiori alla media (+25-35%), c’è un più alto tasso di innovazione (+20%) e una migliore capacità di gestire i processi decisionali che si traduce in un +30% della capacità di individuare e ridurre i rischi. Un successo dalla matrice rosa. Come quello di Ieg.