Riccione, torna la sindaca: "Ora giustizia è fatta, ma si è perso tempo. Rilanciamo il turismo"

Elezioni contestate: il Consiglio di Stato ribalta il Tar, Angelini e la giunta di centrosinistra di nuovo al proprio posto. "Questa assenza ha pesato, dopo 141 giorni c’è tanto da fare"

Daniela Angelini

Daniela Angelini, a destra, festeggia la sentenza con la vice Sandra Villa

Riccione, 3 novembre 2023 – Riccione ha di nuovo un sindaco. A distanza di 141 giorni dalla clamorosa sentenza del Tar dell’Emilia-Romagna che annullava le elezioni del 2022 e congedava Daniela Angelini, il Consiglio di Stato la ribaltato la decisione e riaperto le porte del municipio alla giunta di centrosinistra. “Le regolarità emerse, diversamente da quanto ritenuto dal primo giudice - si legge nella sentenza resa nota ieri - non possono essere considerate sostanziali e talmente gravi da inficiare il risultato elettorale”. Il Consiglio di Stato parla di meri “errori formali”, e riduce a 26 le schede contestate, dove la Angelini vinse al primo turno per 48 voti oltre il 50%, più di duemila sull’avversario di centrodestra. La sindaca si è riaffacciata ieri in municipio in attesa della notifica del prefetto. I partiti della coalizione hanno festeggiato la sentenza. Tra le tante reazioni quella del governatore Stefano Bonaccini: “Si deve sempre avere il massimo rispetto per la giustizia, così come lo si deve avere per la volontà dei cittadini chiamati a esprimersi alle urne. È la democrazia”.

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La donna che vinse due volte. Daniela Angelini ha dovuto aspettare il giorno dedicato ai defunti, per vivere la sua resurrezione. E’ durata quattro mesi e mezzo la sua traversata del deserto. Era il 14 giugno quando i giudici decisero che la corsa della sindaca di Riccione finiva lì. Un anno esatto dalla vittoria al primo turno. Poi la caduta, e oggi la risalita.

Sindaca Angelini come ha saputo che il Consiglio di Stato le restituiva la fascia tricolore?

"Ero al lavoro, con il cellulare in modalità silenziosa. Ho trovato decine di telefonate non risposte. Ho capito che era arrivata la sentenza".

Cosa ha provato?

"Non ho ancora avuto tempo per elaborare le emozioni, ma sono felice perché la giustizia ha trionfato. Non lo dico soltanto per me, penso ai riccionesi che hanno dovuto subire quella decisione. Questi mesi sono stati duri, ma li ho vissuti con grande serenità. Li ho utilizzati per riflettere, per capire dove avevo sbagliato e come avrei potuto fare meglio".

Più che l’attesa di una sentenza sembra una seduta di psicanalisi.

"In parte lo è stata. Mi ha aiutato a comprendere cosa significa fare il sindaco. Quando sei eletta non hai tempo per farlo, vieni catapultata in una centrifuga".

Sono state molte le delusioni?

"Parecchie. Persone che improvvisamente faticano a rivolgerti la parola, freddezza e imbarazzo. Per fortuna poi vai nei quartieri in mezzo alla gente e senti il calore che ti spinge ad andare avanti".

Centoquaranta giorni di commissariamento quanto sono costati alla città?

"L’assenza politica ha pesato, soprattutto nelle scelte strategiche. Oggi ci troviamo a fare fronte al bilancio, a organizzare eventi su due piedi, a dover rilanciare la promozione turistica. Penso ai grandi progetti come viale Ceccarini e il porto. Spero si possano recuperare i ritardi accumulati senza pagare un prezzo troppo alto".

La sua squadra resterà quella che ha lasciato a giugno?

"Si parte così, poi si valuterà. Dobbiamo discuterne all’interno della coalizione".

Risposta democristiana.

"Sto imparando (ride) a fare politica".

La accusano di essere partita col piede sbagliato.

"Ho pagato lo scotto dell’inesperienza, ma i sindaci che ho conosciuto mi hanno raccontato che il primo anno è difficile per tutti. Non mi giustifico, dico solo che in pochi mesi non si cambia una città".

Cosa le ha fatto più male dopo la sentenza del Tar?

"Che ci venisse addossata la responsabilità di quanto era accaduto. Che venisse messa in discussione la nostra onorabilità, attraverso una campagna fatta di menzogne su presunti brogli e schede ‘ballerine’. Non hanno fatto male soltanto a me, hanno oltraggiato il nome di Riccione".

Si riferisce alla Lega, che ha presentato il ricorso per annullare le elezioni?

"L’ex onorevole leghista Elena Raffaelli ha celebrato la nostra caduta come ‘una bella giornata’. Io credo invece che da quel pomeriggio Riccione ne abbia vissute poche di belle giornate. Ora mi auguro che facciano opposizione, anche dura, ma senza danneggiare ulteriormente la città".

Va ancora con la bici da corsa, sindaca?

"In questi mesi ci ho dato dentro. Adesso ci toccherà pedalare anche in ufficio".