di Donatella Filippi Uomini che scendono in campo per le donne. Sarà un derby colorato di rosa quello di domenica tra Rimini e Ravenna. Perché la Giornata internazionale contro la violenza sulle donne al ‘Neri’ si celebrerà anche sugli spalti con l’ingresso a un euro per il gentil sesso. E questa sarà solo la prima di tante iniziative che il club intende portare avanti per combattere la violenza di genere. "Ci sembra doveroso – dice il direttore generale dei biancorossi Franco Peroni – celebrare questa giornata facendo un piccolo evento allo stadio che lasci il segno per quello che io definisco sempre il calcio...

di Donatella Filippi

Uomini che scendono in campo per le donne. Sarà un derby colorato di rosa quello di domenica tra Rimini e Ravenna. Perché la Giornata internazionale contro la violenza sulle donne al ‘Neri’ si celebrerà anche sugli spalti con l’ingresso a un euro per il gentil sesso. E questa sarà solo la prima di tante iniziative che il club intende portare avanti per combattere la violenza di genere. "Ci sembra doveroso – dice il direttore generale dei biancorossi Franco Peroni – celebrare questa giornata facendo un piccolo evento allo stadio che lasci il segno per quello che io definisco sempre il calcio bello fuori e dentro il rettangolo verde". Al fianco del dg nella sala stampa dello stadio ci sono tante donne. "Accogliamo con grande piacere l’iniziativa portata avanti dalla Rimini calcio per sensibilizzare sul tema – dice l’assessore alla Mobilità del comune di Rimini, Roberta Frisoni – e avvicinare al mondo dello sport anche le famiglie. Ci sono anche delle storie belle di riscatto o di crescita femminile nel nostro Paese. Cercare di lavorare per far crescere una cultura di emancipazione femminile, anche a livello sportivo, è uno dei semi più importanti per sconfiggere la violenza di genere". Sono 109 le donne, da gennaio a oggi, che sono state uccise per mano di un uomo. Cinque in Emilia Romagna nell’ultima settimana. "Ringrazio il Rimini calcio per averci invitato – dice Serena Marroncini dell’associazione Rompi il silenzio – perché è un modo per dare voce alle donne, alle donne che hanno chiamato solo quest’anno in 240 il nostro centralino". La palla poi passa a Elisabetta Pillai dell’Ausl Romagna. "La nostra è un’azienda attenta, sensibile e ferma nel dire no alla violenza di genere. Un’azienda che ha procedure e percorsi per quel che riguarda i pronti soccorsi, i reparti di ginecologia, i consultori, dove io opero, e questi protocolli sono già forme di protezione per le donne, che incontrano operatori debitamente formati nei punti nevralgici dell’azienda. Quello del calcio è un no che il mondo maschile dice alla violenza di genere e secondo me questo è un segnale molto bello e molto importante. Quindi, forza Rimini". Al tavolo anche Lucia Bramieri, nuora del grande Gino Bramieri, da sempre impegnata nelle iniziative contro la violenza sulle donne. Oggi è ambasciatrice dell’associazione vittime riunite d’Italia rappresentata ieri al ‘Neri’ dal suo presidente Angelo Bertoglio. "Della violenza che subiscono le donne – dice Lucia Bramieri – bisogna parlarne non solo oggi, io mi impegno a parlarne tutti i giorni". E lo faranno anche i biancorossi, proprio a braccetto con l’associazione vittime riunite.

"Ci mettiamo a disposizione del Rimini calcio e del territorio – dice Bertoglio – per essere protagonisti e dire basta alla violenza in tutte le iniziative che la società intenda mettere in campo". Al tavolo del ‘Neri’ siedono anche il commissario capo della Polizia locale del comune di Rimini, Cinzia Ronconi, e il maresciallo capo dei Carabinieri, Maria Chiara Marulla. E domenica si replica allo stadio urlando per dire basta alla violenza sulle donne, ma anche forza Rimini.