Settembre, è nuovamente tempo di ‘Rigasa’, la regata d’altura che celebra quest’anno la sua ottava edizione. La manifestazione, organizzata dal Circolo Velico Riminese, venne alla luce nel 2013, ma nel 2017 saltò un giro. Nella stagione passata si disputò regolarmente, anche se le avverse condizioni (o ancor meglio: previsioni) meteo suggerirono a più di un equipaggio di lasciar perdere, di non avventurarsi in mare per una gara lunga...

Settembre, è nuovamente tempo di ‘Rigasa’, la regata d’altura che celebra quest’anno la sua ottava edizione. La manifestazione, organizzata dal Circolo Velico Riminese, venne alla luce nel 2013, ma nel 2017 saltò un giro. Nella stagione passata si disputò regolarmente, anche se le avverse condizioni (o ancor meglio: previsioni) meteo suggerirono a più di un equipaggio di lasciar perdere, di non avventurarsi in mare per una gara lunga 170 miglia, così alla partenza si presentarono solo otto scafi (e non tutti riuscirono a portare a termine la gara). L’appuntamento è per venerdì prossimo, quando alle 17, dalla banchina del porto canale, almeno una dozzina di imbarcazioni inizieranno la traversata dell’Adriatico. Sì, perché ‘Rigasa’ altro non è che l’acronimo di Rimini, Gagliola e Sansego, con queste ultime due isole che sono in prossimità delle coste croate. Una regata aperta alle categorie in equipaggio e in doppio, una prova che nel 2020 vide Matteo Forni (a sinistra nella foto insieme al presidente del CvR, Leonardo Bernardini, e al consigliere federale della Fiv, Donatello Mellina) rientrare in porto in appena 23 ore e 16’ con il Solaris 36 OD di Sailing team Marione, per quello che rappresenta il record della ‘Rigasa’. "La regata d’altura è nella vocazione storica del nostro circolo – attacca Bernardini –. In passato c’era la Rimini-Corfù, erano più di mille miglia e un impegno dei velisti che poteva protrarsi per un paio di settimane. Oggi non è più possibile organizzare eventi del genere per un discorso legato alle risorse e agli armatori. Diciamo che questa regata rappresenta l’evoluzione del CvR", aggiunge il presidente, che ha poi un sogno nel cassetto. "Confido proprio che la ‘Rigasa’ prima o poi possa essere inserita nel campionato italiano off-shore", è la speranza di Bernardini, che ricorda inoltre "...come il CvR si appresti a dotare di un rilevatore satellitare tutte le imbarcazioni". La ‘Rigasa’, come consuetudine, si prefigge anche scopi benefici attraverso il progetto ‘Al largo insieme’, con la barca che taglierà per prima il traguardo che provvederà a indicare il nome di un’associazione alla quale verrà devoluta una parte delle quote di iscrizione.

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