Settembre 2005: San Marino disputa la sua prima finale scudetto, l’avversaria è Bologna e sul monte i titani si affidano a un pitcher di belle speranze, Alessandro Maestri, vent’anni appena. Settembre 2020: la squadra sammarinese si appresta a disputare un’altra serie per il tricolore, sempre contro la Fortitudo, e nella rotazione dei partenti, oggi come allora, c’è il buon Maestri, che di ‘primavere’ adesso ne ha messe assieme 35. Una specie di trait d’union, anche se nel mezzo, in quei tre lunghi lustri, il lanciatore cresciuto nei Falcons Torre...

Settembre 2005: San Marino disputa la sua prima finale scudetto, l’avversaria è Bologna e sul monte i titani si affidano a un pitcher di belle speranze, Alessandro Maestri, vent’anni appena. Settembre 2020: la squadra sammarinese si appresta a disputare un’altra serie per il tricolore, sempre contro la Fortitudo, e nella rotazione dei partenti, oggi come allora, c’è il buon Maestri, che di ‘primavere’ adesso ne ha messe assieme 35. Una specie di trait d’union, anche se nel mezzo, in quei tre lunghi lustri, il lanciatore cresciuto nei Falcons Torre Pedrera ha girato in lungo e in largo il globo. Tenendo in mano quella pallina con le cuciture ha fatto capolino negli Stati Uniti, in Corea, in Giappone, in Australia, insomma ovunque le sirene del ‘batti e corri’ lo hanno chiamato in causa. "La prima volta è stato bello essere lì, maturare quell’esperienza. Ancora non sapevo di dover trasvolare l’oceano, però ci speravo, lo sognavo – ricorda Alessandro –. Adesso siamo di nuovo qui, pronti ad affrontare un’altra finale ed è importante essere in campo in questa annata stramba, fortemente condizionata dall’emergenza Coronavirus. Siamo arrivati in fondo con Bologna e siamo pronti a giocarcela. Prevedo una serie molto equilibrata, sostanzialmente credo che le due squadre siano un po’ sullo stesso livello, anche in regular season (dove San Marino ha comunque vinto 4 incontri su 6, ndr) abbiamo dato vita a sfide incerte, tirate".

Maestri, al solito, sarà lo starter nelle partite riservate ai pitchers italiani, vale a dire in garadue, che si giocherà domani sera a Serravalle, e nell’eventuale garacinque, match in calendario invece mercoledì al ‘Falchi’. Questa sera il primo atto andrà in scena a Bologna, con playball alle 20. Sulla ‘collinetta’ per i titani salirà il tedesco Solbach, con Kourtis e Baez pronti a subentrare dal bullpen. Rimarrà tranquillo il mancino Hernandez, che avrà la pallina in mano lunedì a Bologna, in occasione di garatre. La Fortitudo replicherà con il suo ‘braccio’ più affidabile, quel Brolo Gouvea che può esibire un pgl di 1.12 e un ruolino vittorie-sconfitte di 5-0. "Bologna si è rinforzata, ma anche noi abbiamo più spessore dopo l’innesto di Angulo", osserva Maestri, dispiaciuto per Albanese, che con ogni probabilità sarà costretto a disertare l’intera finale per uno strappo al bicipite destro ("E’ un vero peccato, ci mancherà il suo carisma in diamante").

Dietro al piatto, comunque, i titani non sono scalzi: il giovane Monello ha già dimostrato durante la stagione regolare di sapersela cavare piuttosto bene, così come all’occorrenza può ricevere Ahrens, l’altro teutonico nel roster. Dall’infermeria rimbalzano notizie più positive per Reginato, che nonostante qualche fastidio alla schiena dovrebbe essere della partita sin da garauno.

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