Bologna, 13 settembre 2017 - Alcuni stavano aspettando il proprio treno con oltre 90 minuti di ritardo, altri cercavano semplicemente di passare il tempo in attesa della coincidenza per tornare a casa. Ma tutti, appena dopo le 22, sono stati allontanati dalla sala d’attesa della stazione, tra lo sbigottimento generale. È accaduto lunedì sera, ma l’episodio potrebbe ripetersi spesso anche nei prossimi mesi. Il nuovo orario, in vigore dalle prime settimane di giugno, è infatti definitivo: la sala, che una volta rimaneva aperta nelle ore notturne, ora dovrà chiudere tassativamente alle 22, per riaprire alle 6 del mattino. La decisione è stata presa da Grandi stazioni per motivi di sicurezza – troppi gli episodi spiacevoli che hanno visto coinvolti alcuni senza dimora – e manutenzione, perché i locali devono essere rimessi in sesto per il giorno dopo.

Un provvedimento che l’altra sera ha colto di sorpresa molti passeggeri, almeno una ventina, tra cui molti abituati a viaggiare regolarmente. «Noi torniamo da Padova – raccontano Addolorata Palumbo e il marito –, dove siamo costretti ad andare per motivi di salute.

Facciamo questo viaggio una volta al mese, o ogni due, e siamo costretti a passare per Bologna quando torniamo a casa, in Puglia. Il nostro treno arriva qua alle 21,30 e la coincidenza per Trani è alle 23,10: non capisco dove aspetteremo durante l’inverno, con il freddo, visto che continueremo a doverci fermare qua per quasi due ore ogni volta. Non ci era mai capitato: di solito aspettavamo tranquilli nella sala d’attesa».

Intanto Ferrovie dello Stato ha comunicato che, nonostante il nuovo orario sia vincolante, la sala, così come l’area di servizio, potrebbero rimanere aperte in situazioni di particolare criticità, dovute magari a ritardi dei treni.

«Ci dispiace che i passeggeri non fossero a conoscenza del cambiamento – fa sapere la società –. Chiudere prima la sala è stata una scelta obbligata, ma troveremo sicuramente delle soluzioni per far fronte a situazioni di emergenza e venire incontro a tutti».