Cesena, 30 luglio 2017 - Riccardo Chiesa, presidente del Mar, il Movimento per l’Autonomia della Romagna, accompagnato dall’amico Sergio Castellaneta, leghista della prima ora e negli anni novanta deputato per due legislature per la Lega Nord e il gruppi misto, nei giorni scorsi ha incontrato al Papeete Beach di Milano Marittima il leader della Lega Nord Matteo Salvini in vacanza in riviera.

Chiesa, com’è la politica fatta in spiaggia?

«Ma che politica? Abbiamo chiacchierato fuori dai denti, senza tatticismi o secondi fini. Un quarto d’ora di dialogo estremamente piacevole».

Con la Romagna al centro.

«Ovviamente. Abbiamo intenzione di incontrare tutti gli schieramenti in campo per sapere come giudicano l’idea dell’autonomia».

Con Salvini è andato a nozze.

«Per prima cosa ho sgombrato il tavolo dai luoghi comuni. Noi non siamo un paese dei balocchi fatto di corteggiatori e passeggiate in riva al mare. La Romagna è altro. E’ la terra che ha fornito il numero più alto di volontari e più basso di disertori durante la Grande Guerra, è la terra dove è arrivata la prima medaglia d’oro al valore militare, quella che ha raccolto un plebiscito di voti a favore della Repubblica nel 1946 e, molto prima, quella che con Aurelio Saffi partecipò alla Repubblica Romana. Salvini ha apprezzato il binario nel quale ho incanalato la conversazione».

Chiedete che la Romagna diventi Regione.

«Il nostro movimento è nato 25 anni fa con la raccolta di 100.000 firme. Allora quello che dicevamo sembrava una bestemmia, ora le cose sono cambiate».

Cosa può avere questa terra in più?

«Tantissimo. Cito le infrastrutture. Tralasciando la questione dell’aeroporto che non abbiamo, che ne dice delle strade? Sa che il 64% della nostra rete viaria era già presente all’epoca del Regno Pontificio? E a volerla dire tutta le strade attuali sono anche più strette rispetto a quelle destinate a carri e cavalli, perché nello stesso spazio hanno ricavato anche i marciapiedi e le piste ciclabili».

Dunque Romagna regione.

«Ognuno propone la sua ricetta: ‘provincione’ unico, Area Vasta, città metropolitana. I nomi mi interessano poco, quello che contano sono i fatti: voglio sapere che competenze verranno assegnate, di che entità sarà il bilancio e chi sarà deputato ad attingere ai fondi. Abbiamo un appeal enorme, pensi alla questione delle ‘terre irredente’….».

Ha lasciato un promemoria?

«No, gli ho consegnato una bandiera col simbolo della Caveja e lo statuto del Mar. D’altronde Castellaneta lo aveva già conquistato sfoggiando la nostra maglietta».

Poi i saluti.

«Una stretta di mano e un ‘vinca il migliore’ in vista delle elezioni».

Come nel calcio.

«Pessimo esempio».

Prego?

«Cito sempre l’aneddoto dell’indimenticabile allenatore Nereo Rocco che alla vigila di un match con un grande club, in risposta a quell’augurio rispondeva ‘Speriamo di no’. Divertente, questa però è un’altra partita, con in ballo il futuro di tutti noi».