Cesena, 19 ottobre 2017 - Anche il mondo politico risente dei tempi che cambiano, a dimostrarlo è l’elezione di Mustapha Soufi. Classe ’65, operaio, in Italia da 28 anni, è il primo musulmano a far parte del gruppo dirigente del Pd di Cesena. Il congresso di Gatteo lo ha eletto nell’Assemblea Territoriale.

Moustapha Soufi perché il Pd ha puntato su di lei?

«Perché mi interesso di politica, sono attivo nella società e nelle manifestazioni».

Dov’è nata la passione?

«Mi interessavo di politica fin da quando abitavo in Marocco. Una volta diplomato mi sono trasferito a Longiano. Abitavo vicino alla sede del Pd e per curiosità, un giorno, sono andato a vedere cosa facevano».

Cosa l’ha attratta?

«Ho visto che si discutevano i problemi del paese, ho fatto amicizia, e ho conosciuto tanti uomini di valore. Nel 2005 sono entrato definitivamente in politica».

Lei è di religione musulmana?

«Si capisce che sono musulmano».

La fede musulmana, a volte rigida verso le donne, come si sposa con la cultura democratica del Pd?

«Ma guardi, se la fede musulmana fosse così rigida io non mi sarei mai avvicinato al Pd. Mi sono avvicinato perché la mia cultura musulmana me lo permette. La mia religione mi dice di servire il Paese che mi ha ospitato, che mi ha accolto, che mi ha dato dignità e pari opportunità».

Quindi lei parifica uomo e donna?

«La donna deve essere ben custodita e ben trattata. In certe situazioni la donna ha più valore dell’uomo: pensi al ruolo della mamma. Il mio slogan è che le donne sono libere».

Libere quindi anche di sposarsi con chi vogliono?

«Certo, non siamo noi a decidere con chi si deve sposare una ragazza».

Signor Soufi lei ha dei figli?

«Un ragazzo di 22 anni e una ragazza di 17.»

Cosa spera per il futuro di sua figlia?

«Sta conseguendo il suo diploma a Cesena e quando sarà maggiorenne deciderà lei la sua strada; tutto quello che noi genitori possiamo chiedere è che arrivi a una buona educazione».

Esiste un islam moderato?

«Non si può dividere la religione, gli estremisti non devono esistere. Gli estremisti sono quelli che non si sono neanche avvicinati alla religione per capirla bene».

Come vive un musulmano a Longiano?

«Io mi trovo benissimo. La gente mi rispetta per la mia religione perché, almeno spero, la rappresento bene».

Nemmeno i video dell’Isis e le immagini violente diffuse dai terroristi generano pregiudizio?

«No, l’italiano non pensa male dell’islamico. Ma pensa male della persona che fa del male: sia esso ebraico, cristiano o musulmano. Tutti abbiamo bisogno di vivere in pace e quei terroristi non hanno niente di umano».

Che apporti pensa di dare al Pd?

«Intanto voglio ringraziare il partito e il circolo di Gatteo che si sono fidati di me; poi vorrei lavorare per favorire i figli di immigrati: saranno il futuro del paese».