Lo zaino e niente soldi: percorre 3.100 chilometri

La storia del 23enne Lorenzo Cacciamani: "Volevo dimostrare che le persone sono buone e ti aiutano, ho attraversato nove Paesi"

Lo zaino e niente soldi: percorre 3.100 chilometri
Lo zaino e niente soldi: percorre 3.100 chilometri

Zaino in spalla, senza mezzi e trasporti e soldi (nemmeno un euro) è partito e in 14 giorni ha attraversato 9 Paesi grazie a 27 autostop. Il tutto per "dimostrare che viaggiare non è solo per ricchi e che le persone sono più buone di quanto ce le immaginiamo". Lui è Lorenzo Cacciamani, jesino doc, 23 anni e a giorni inizierà il suo lavoro in un incubatore di start-up a Bologna. Un sorriso rassicurante e tanta fiducia negli altri, fiducia rafforzata durante i 3.100 chilometri percorsi "da Berlino passando per tutto l’Est Europa fino alla porta di casa a Jesi".

"Nel mio percorso – spiega al Carlino – mi sono affidato in tutto alle persone intorno a me. Ho vissuto tanta generosità e ospitalità da tutte le persone che ho incontrato e che hanno reso possibile questo incredibile viaggio". Lorenzo Cacciamani ha deciso di intraprendere questo viaggio non solo come una sfida personale ma un po’ per dimostrare come il mondo e soprattutto le persone che lo abitano spesso siano "migliori di quanto pensiamo o leggiamo e sentiamo".

"Voglio raccontare la mia storia – aggiunge - per diffondere questo messaggio: il mondo è un posto buono e non c’è da aver paura. Io non ne ho avuta. Certo ci vogliono le giuste accortezze, ma la maggior parte delle persone secondo me può farlo. Alla partenza non sapevo se sarei riuscito o meno però ce l’ho fatta e non è nemmeno stato così difficile come mi aspettavo. La gente veramente mi aiutava in tutto. Ho attraversato soprattutto grazie agli autostop con i quali ho incontrato sempre persone buone e disponibili, curiose di scambiare con me storie e racconti. Ho spiegato che volevo dimostrare che il denaro non è tutto e che le cose importanti sono fattibili anche senza soldi. Grazie a un’app, couchsurfing, ho dormito gratis da chi ospita viaggiatori. Sono stati scambi molto interessanti e profondi. Solo una volta ho dormito nel bagno di una stazione di servizio ma perché non mi ero ben organizzato con i tempi di viaggio. Un camionista che mi ha fatto salire in autostop mi ha fatto fare un giro a Budapest e mi ha chiesto dove dormivo ospitandomi da lui. Un’altra volta ho dormito in un centro di accoglienza per senzatetto dove c’era un posto libero. Quando viaggi così – conclude - non c’è modo di sapere dove arriverai questa sera, dove dormirai, cosa e se mangerai. Non sai niente, devi solo fidarti ciecamente. Dipendi dagli altri ma ti senti anche più libero".

Sara Ferreri