La benedizione delle rose, un classico di Santa Rita
La benedizione delle rose, un classico di Santa Rita

Bologna, 21 maggio 2019 - Piazza Rossini, basilica di San Giacomo. Via Massarenti 145, parrocchia di Santa Rita. Sono i due poli della devozione bolognese per la santa degli impossibili, Santa Rita di cui mercoledì 22 maggio ricorre la memoria. Un appuntamento molto sentito da tutti credenti e non, bolognesi nuovi, d’adozione o ‘autoctoni’ che immancabili vanno ad acquistare le rose benedette e a far benedire le auto. Oppure anche solo ad accendere una candela.

Con la basilica San Giacomo in piazza Rossini che si trasforma in un tripudio di rose, ceri, ex voto, preghiere e di celebrazioni eucaristiche a tutte le ore. Mentre in via Selmi, dalle 7,30 alle 20 sarà possibile benedire le quattro ruote. Agostiniani assistiti da una battaglione di volontari per Santa Rita che nel chiostro e in chiesa preparano cascate di rose, accendono candele e vendono immagini della santa amatissima.

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Lo stesso accade in via Massarenti dove al civico 148 i sacerdoti della parrocchia di Santa Rita, dalle 7,30 alle 20, benediranno l’auto, celebreranno le messe oltre a vendere le rose benedette. Mentre la sera, dalle 19 alle 22, da domani 22 maggio a domenica 26, saranno aperti gli stand gastronomici con i famosi tortellini delle arzdore di Santa Rita, mentre alle 21 spettacolo di musica e danza. Durante il giorno, mostre e mercatini.

FOTO / La benedizione dell'anno scorso

Perché la rosa

Santa Rita, la santa degli impossibili, tra le più venerate nel mondo cattolico e in Italia . Il suo attributo iconografico principale è la rosa, oltre alla spina e alle api. Santa Rita, osservano le consorelle agostiniane di Cascia, “ha tramandato il suo messaggio senza mai scrivere niente, ma usando l’esempio concreto del vivere quotidiano. Questa piccola, grande donna ha lasciato tracce di numerose opere miracolose sia in vita, che dopo la morte. Guarigioni che sembrano inspiegabili”.

L’attribuzione della Rosa a Santa Rita risale all’ultimo periodo della sua vita: essendo immobile a letto, ricevette la visita di una parente che, nel congedarsi, le chiese se desiderava qualcosa della sua casa di Roccaporena, vicino a Cascia nel Perugino. La Santa rispose che le sarebbe piaciuto avere una rosa dall'orto; la parente obiettò che era in pieno inverno e quindi impossibile. Rita insistette. Tornata a Roccaporena, la parente andò nell'orticello e, in mezzo ad un rosaio, vide una rosa sbocciata. La colse e la portò da Rita a Cascia la quale, ringraziando, la consegnò alle meravigliate consorelle.

Così divenne la santa della ‘Spina’ e la santa della ‘Rosa’ Santa Rita è invocata per i casi impossibili. Una venerazione che iniziò subito dopo la sua morte, il 22 maggio del 1457 a Cascia, che si caratterizzò dall'elevato numero e dalla qualità degli eventi prodigiosi. Ovvero casi clinici o di vita per cui non ci sono più speranze e che, grazie alla sua intercessione, tante volte, si sono risolti miracolosamente.

Nata a Roccaporena verso il 1380 come Margherita Lotti, figlia unica, pare che sia stata ostacolata nella sua decisione di dedicarsi a Dio dalla famiglia che la diede in sposa a uomo che poi si sarebbe rivelato violento. Dopo l’assassinio del marito e la morte dei due figli, venne accolta nel monastero agostiniano di santa Maria Maddalena in Cascia. Negli ultimi quindici anni della sua vita, portò sulla fronte il segno della sua profonda unione con Gesù crocifisso, una spina della corona di Cristo. Invocata come taumaturga di grazie, il suo corpo è venerato nel santuario di Cascia, meta di continui pellegrinaggi. Beatificata da Urbano VIII nel 1627, venne canonizzata il 24 maggio 1900 da Leone XIII.