Corsia preferenziale in via Farini a Bologna: “Necessaria, non c’è alternativa”

L’assessora Orioli: “Città 30: il confronto Anci-ministero è normale. Il nostro provvedimento è in linea. Ok al dialogo sulla corsia dei bus, ma con la chiusura di San Vitale resta una priorità”

Bologna, 28 gennaio 2024 – “Il nostro punto di vista e quello della direttiva ministeriale mi pare abbastanza coerente. Il documento dell’Anci, l’associazione dei Comuni? Mi pare normale che ci sia un confronto". Valentina Orioli è fiduciosa. Convinta che l’impianto della Città 30 non verrà stravolto anche quando la direttiva del ministero dei Trasporti verrà emanata. Altro tema sul tavolo è la preferenziale di via Farini sulla quale, però, l’assessora alla Mobilità, tira dritto: "Non ci sono alternative".

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Partiamo da via Farini: commercianti e artigiani chiedono presto un tavolo congiunto per discuterne. Si farà?

"Siamo sempre disponibili al confronto e l’abbiamo dimostrato. Ma di fronte alla chiusura di via San Vitale, in seguito alla vicenda della Garisenda, per mantenere inalterato il livello di reputazione ed efficienza del trasporto pubblico locale, l’asse di via Farini resta prioritario. Dobbiamo dircelo con franchezza: non ci sono alternative. Stiamo elaborando un piano di medio e lungo periodo che porterà grandi trasformazioni. Un lavoro che procederà fino al 2026, quando entrerà in funzione il Tram".

Quando verrà attivata la telecamera tra le piazze Galvani e Cavour?

"Prima tracceremo la preferenziale, poi in una seconda fase accenderemo la telecamera".

Torniamo ai nuovi limiti di velocità. I Comuni stanno elaborando un documento che domani arriverà al ministero.

"È normale che quando il ministero emana delle direttive ci sia poi un confronto con i Comuni. Venerdì c’è stato un tavolo tecnico dell’Anci dove si è lavorato per fare proposte e osservazioni. La direttiva nasce da un’incomprensione del ministero verso il nostro provvedimento. Ma poi se il Mit dà indicazioni su come abbassare i limiti di velocità nei centri abitati, è chiaro che riguarderà tutti i Comuni italiani".

Quali proposte di correttivo crede che passeranno?

"Premetto che, entrando nel merito, la direttiva del ministero è abbastanza coerente con il nostro provvedimento. Andiamo nella stessa direzione: si può abbassare la velocità su strade dove ci sono punti sensibili o tassi d’incidentalità elevati".

D’accordo con l’ipotesi dell’Anci di motivare il concetto dei 30 all’ora ‘strada per strada’ in modo estensivo?

"I sindaci sono tutti d’accordo di non tornare indietro sulle Zone 30 visto che esistono dagli anni Ottanta. Le Zone 30, poi, come accade a Bologna, ma anche in altre città, posso comprendere aree più ampie, con più strade".

Non teme che arrivata la direttiva dobbiate adeguarvi e qualche strada tornerà ai 50?

"Saranno gli atti a parlare. Quando la direttiva sarà ufficiale, vedremo il da farsi. Noi abbiamo dato la disponibilità al confronto. E abbiamo dato ragione delle nostre scelte".

Dopo la direttiva seguirà comunque un fase di monitoraggio. Nel periodo d’interregno che fine farà la Città 30?

"Il monitoraggio fa parte dei progetti di tutte le Zone 30. Tra qualche settimana avremo i primi dati. Nel medio-periodo potremo valutare correttivi in base ai dati di verifica, alle segnalazioni dei cittadini ed eventualmente al confronto con il ministero. Il provvedimento (e le ordinanze) comunque, nel frattempo, resteranno vigenti. Poi vedremo su quali atti si basa l’azione del ministero e quali saranno gli atti conseguenti del Comune. Non si parla solo di un confronto politico, ma tecnico".

Il confronto politico ha preso il sopravvento. Ieri il ministro Salvini è tornato alla carica ...

"C’è chi pensa che la sicurezza stradale sia un tema di polemica politica, ma è un atteggiamento che non mi appartiene. I cittadini bolognesi, anche se non tutti favorevoli, stanno comunque rispettando il provvedimento".

Il tempismo della direttiva, arrivata dopo la Città 30 di Bologna, crede che sia legato anche a motivi politici?

"Forse bisognerebbe chiederlo a chi ha preso questa decisione. Fatico, però, a capire come il ministero, che dovrebbe occuparsi di sicurezza stradale, si scagli contro un provvedimento che vuole migliorare la sicurezza stradale".

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