Federica Mazzoni si candida segretaria del Pd provinciale di Bologna
Federica Mazzoni si candida segretaria del Pd provinciale di Bologna

Bologna, 12 novembre 2021 - Un Pd "che stia nel mondo reale", che "non si accontenti di vincere le elezioni" e che punti "un orizzonte" chiaro da conquistare. In poche parole, è un Pd "ribelle", il copyright è suo, quello che Federica Mazzoni vuole guidare a Bologna. E’ lei la prima candidata ufficiale al Congresso provinciale, che si terrà a cavallo tra novembre e dicembre. Mazzoni prepara la ‘rivoluzione’ rosa, spiega che ha già un compagno di viaggio politico e sottolinea anche che il suo incarico alla presidenza del Quartiere Navile non può essere, dal suo punto di vista, un motivo ostativo. "Mi candido a segretaria del Pd di Bologna"
 

Perché?
"Perché a Bologna un Pd radicato vince le ultime elezioni, anche grazie all’ottimo lavoro del segretario uscente Tosiani. E perché non possiamo accontentarci di vincere nelle urne, il Pd non può pensare che quello sia il suo unico compito: ha il dovere di costruire un senso, un mondo, una proposta politica chiara. Serve uno scatto decisivo".
Qualcosa non ha funzionato?
"No, ma i tempi cambiano. Nel momento in cui ha detto cosa vuole essere, con proposte nette e non annacquate, il Pd ha cominciato a convincere di più. Serve un nuovo radicamento, una nuova voglia, un impegno quotidiano che coinvolga anche iscritte e iscritti, non soltanto i dirigenti".
Una rottamazione?
"Assolutamente no, anzi. Il Pd, in passato, è stato predato sia a livello locale, sia a livello nazionale. Noi oggi dobbiamo prenderci cura di lui, ha soltanto 14 anni, è un adolescente che non ha avuto un’infanzia facile. Ma se non si è perso è solo grazie agli iscritti, ai volontari. Io voglio cambiarlo il Pd".
Ci faccia esempi pratici.
"Voglio un partito ‘ribelle’, non immobile, non silente di fronte alle ingiustizie e alle disuaguaglianze. Il Pd deve vivere nel mondo reale, osare con le proposte, stare nei conflitti. Un esempio, la crisi Saga di Gaggio Montano, ci ero già stata nel 2015 come dirigente dem. Le imprese che usano i territori sono inaccettabili, lì deve stare il Pd, a lottare con le lavoratrici ripiombate nell’incubo, a spingere perché il governo approvi il decreto anti-delocalizzazioni".
Una barra tutta a sinistra.
"Uso le parole del segretario nazionale Letta: Pd progressista nei valori, riformista nel metodo e radicale nei comportamenti"
Le ha chiesto il sindaco Matteo Lepore di candidarsi?
"Mi sto candidando io, è un passo in avanti non a cuor leggero, se dovessi essere eletta sarà un impegno importante. La mia candidatura si è composta attorno alla maggioranza, al gruppo che ha compiuto un pezzo di battaglia politica insieme".
Sarà il segretario del dialogo?
"Lungi dal pensare che debba esserci un pensiero unico. Non sono la persona giusta per riproporre dinamiche asfittiche, che hanno fatto allontanare le persone. E mi riferisco alle logiche di spartizione delle poltrone. E poi una cosa che mi sta a cuore: i nostri militanti sono oppressi dalla logica dell’autofinanziamento, una nostra cifra. Ecco, credo si possa appoggiare la battaglia politica che non considera il finanziamento pubblico ai partiti come un ingiusto costo della politica".
C’è il tema del doppio incarico, si può governare una federazione così ampia rimanendo presidenti di un quartiere complesso come il Navile?
"Essere presidente del Navile è un onore e non mancherò mai al mio dovere, mi sta molto a cuore dirlo ai cittadini. Ho riflettuto molto, credo che il mio ruolo possa essere un valore aggiunto per la federazione. Del resto chi sta a capo del quartiere si occupa dei problemi di tutti i giorni, dai rifiuti alla scuola, credo che sia finito il tempo in cui il Pd resti fuori dai processi amministrativi. Saremo innovativi".
Non teme le polemiche? I doppi incarichi, connessi alla segreteria del partito, in passato hanno creato forti tensioni .
"No, anche in altre parti d’Italia stanno facendo le stesse scelte. Posso intanto annunciare che il mio vice sarà Matteo Meogrossi, un dirigente capace che assicurerà quella continuità fondamentale con quanto di buono è già stato fatto".
La minoranza del partito, i cosidetti ‘ribelli’, faranno un candidato autonomo. Si rischia un’altra campagna al vetriolo come nelle ultime primarie?
"Mi auguro che sia una campagna corretta, basata sul confronto e sulle idee. E che ci sia rispetto reciproco".
Tenderà loro la mano, in caso di vittoria, includendoli nella sua segreteria?
"Prematuro per dirlo".