Lucia Borgonzoni e il suo logo: il colore scelto è il fucsia
Lucia Borgonzoni e il suo logo: il colore scelto è il fucsia

Bologna, 5 dicembre 2019 - Un rosa molto carico, praticamente fucsia. Un colore acceso, visibile dal Trebbia al Rubicone. È come se volesse dirlo, Lucia, che il futuro è donna per l’Emilia-Romagna. Se lo augura la Lega, che sul simbolo non c’è. Per forza, si tratta del distintivo ufficiale della ‘lista del presidente’ che supporta la candidata del centro destra Borgonzoni, una formazione da battaglia costruita attorno alla rete civica di ‘Progetto Emilia-Romagna’ (Per), che raccoglie sindaci e amministratori in tutta la regione.

LEGGI ANCHE Il logo di Bonaccini è verde

Il simbolo è stato depositato definitivamente ieri. Cerchiato in verde con una banda bianca, nel campo superiore, all’interno del tondo c’è la dicitura ‘Borgonzoni presidente’ sormontata dal riferimento della rete civica di ‘Per’. Sotto, il tricolore che sotto il suo porticato accoglie l’Emilia-Romagna. Regione verde, come il colore d’origine e caro al cuore del Carroccio, con il 2020 inciso nella sagoma. Deve essere l’anno della svolta, per il centro destra, e la Lega vuole prendersela tutta, la scelta cromatica non lascia dubbi. Curiosa l’inversione dei colori: se Bonaccini si butta sul verde, per la vulgata prettamente leghista (nei manifesti e nei banner social, il simbolo ufficiale non è stato ancora rilasciato), la Borgonzoni ‘si avvicina’ al rosso caro alla sinistra, passando dal fucsia. Posto che ancora su questi colori valga un gioco dei segni.
 

Tornando alla lista, di fatto è ancora in costruzione. Come espressamente voluto dalla rete coordinata, tra gli altri, da Marco Mastacchi (ex sindaco di Monzuno), che evidentemente anche con la dicitura sul simbolo assume un ruolo centrale, non ci saranno esponenti di partiti politici. Mastacchi nell’undici bolognese ci sarà, come potrebbe esserci Giulio Venturi, attualmente consigliere comunale civico per Insieme Bologna, che passerebbe la selezione all’ingresso per via della sua non appartenenza ad alcun partito. Diversamente, Michele Facci – consigliere regionale uscente di Fratelli d’Italia – e Ilaria Giorgetti – ex commissario cittadino di Forza Italia –, in un primo momento dati come ipotetici per la lista civica, dovrebbero finire in quella della Lega.
 

Tra i civici a sostegno della Borgonzoni invece dovrebbe finire Vincenzo Fazio, attuale vicepresidente del comitato ‘Attacchiamoci al tram‘ che si oppone all’infrastruttura voluta dal Comune. Sarebbe esclusa la composizione di una lista tutta fatta di ‘No Tram’, quindi, ma sarebbe probabile l’inserimento del solo Fazio nella formazione civica con ‘Per’. L’altra civica che sosterrà Lucia Borgonzoni dovrebbe essere quella – ci si sta lavorando ormai da settimane – guidata spiritualmente da Vittorio Sgarbi e Giovanni Toti, governatore della Liguria, coadiuvati da Carlo Giovanardi. La lista fonderà quindi ‘Rinascimento’ e ‘Cambiamo!‘, con Sgarbi che dovrebbe candidarsi a Ferrara e Toti che piazzerà alcuni dei suoi in alcune province. Non ci sarà invece il poeta Davide Rondoni, dato da insistenti indiscrezioni – dopo la sua apparizione sul palco del PalaDozza il 14 novembre scorso – come possibile candidato a sostegno della Borgonzoni e probabile nella lista di Sgarbi. Lo stesso Rondoni, acclarato il suo sostegno, fa sapere che non entrerà in lista.
 

Anche Forza Italia sta limando il suo cantiere civico. Anna Maria Bernini, presidente dei senatori forzisti, ieri ha riportato l’attenzione sulla sua città. «Il livello di insicurezza a Bologna ha raggiunto picchi che vanno oltre qualunque soglia di tolleranza. Se del problema non si occuperanno le agende dei governi, i nostri centri storici saranno condannati al declino». Per Marco Lisei (Fratelli d’Italia) «gli ultimi fatti di cronaca dimostrano che Bologna è una città insicura».