Sul posto è intervenuta la volante del commissariato (foto d'archivio)
Sul posto è intervenuta la volante del commissariato (foto d'archivio)

Civitanova Marche (Macerata), 17 agosto 2021 - Durante una festa organizzata nella sua casa a Civitanova, avrebbe aggredito un minorenne, colpendolo in testa con una bottiglia e poi puntandogli contro un oggetto affilato per intimorirlo. Era quindi dovuta intervenire la polizia, ma invece di calmarsi, lui avrebbe pensato bene di insultare e minacciare anche gli agenti. Peccato che era sottoposto alla misura dell’affidamento in prova ai servizi sociali, e perciò questa escalation di violenza è costata il carcere al 42enne Josè Cardelli. I fatti sono avvenuti in città nella notte tra giovedì e venerdì.

Il 42enne avrebbe organizzato quella sera una festa con degli amici nella propria abitazione, in via Duca degli Abruzzi. Ma poi, intorno alle 4.30, avrebbe litigato per futili motivi con un ragazzino minorenne. Quindi si sarebbe scagliato contro di lui: prima rifilandogli una bottigliata in testa, e poi minacciandolo con un coltello. A quel punto, sarebbero stati allertati gli agenti del commissariato di Civitanova (agli ordini del commissario capo Fabio Mazza), che sono accorsi sul posto con una volante.

I poliziotti, al loro arrivo, sarebbero stati insultati e minacciati dal 42enne, anche perché avevano constatato che Cardelli non avrebbe potuto organizzare un party a casa con i suoi amici. Infatti, per via dei suoi precedenti penali, era sottoposto alla misura alternativa alla detenzione dell’affidamento in prova ai servizi sociali. Per questo motivo, il magistrato di sorveglianza, una volta informato dalla polizia di cosa aveva fatto quella sera il 42enne, ha poi valutato l’incompatibilità con il regime alternativo alla detenzione, e ha quindi disposto il regime della detenzione in carcere.

Anche perché non sarebbe la prima volta che il 42enne non rispettava le prescrizioni alle quali era stato sottoposto, e infatti è stato più volte diffidato dallo stesso magistrato di sorveglianza. Il giorno dopo, perciò, sono andati a prelevarlo a casa gli agenti del commissariato di Civitanova e la volante della squadra mobile di Macerata (diretta dal commissario capo Matteo Luconi), che lo hanno portato a scontare la pena detentiva nel carcere di Fermo. Comunque, sono in corso da parte degli inquirenti accertamenti per individuare eventuali ulteriori profili di responsabilità di altri soggetti presenti sul posto quella sera.