CRISTINA DEGLIESPOSTI
Cronaca

Rimborsi agli alluvionati, nodo elettrodomestici e arredi: quali sono quelli previsti

Per ora i beni mobili distrutti sono esclusi dai ristori, ma il governo studia alternative. Spunta pure l’ipotesi forfait. Il commissario Figliuolo presente per la prima volta in consiglio regionale a Bologna

Bologna, 22 novembre 2023 – L’ordinanza parla chiaro. Nessun rimborso è previsto – al momento – per gli arredi e gli elettrodomestici persi dai cittadini nell’alluvione di maggio. E lo stesso discorso vale per le stoviglie e gli oggetti d’uso comune, come vestiti e biciclette. Eppure le cose potrebbero cambiare. Mentre l’audizione di ieri del generale Figliuolo all’Assemblea legislativa dell’Emilia-Romagna ha rinfocolato il terreno dello scontro politico tra la destra e la sinistra locale, a Roma si sta lavorando da tempo a come superare il problema anche con lo strumento del forfait. Il percorso, però, è in salita e la tempistica incerta, mentre l’unica cosa certa è che con una Finanziaria pressoché blindata se ne riparlerà nel 2024.

I rimborsi per gli alluvionati dell'Emilia Romagna
I rimborsi per gli alluvionati dell'Emilia Romagna

Lo scoglio tecnico di partenza sta nella possibilità di rimborsare i danni arrecati ai beni mobili dalla furia delle acque e del fango che l’attuale normativa non consentirebbe (come per altre calamità in passato), a meno di un intervento legislativo ad hoc. Superato questo, occorrerà passare indenni il vaglio della Corte dei conti e della guardia di finanza sul metodo di calcolo dei danni da rimborsare. Quanto vale per il cittadino che ha perso, ad esempio, la cucina? O una lavatrice? Il danno economico è il valore d’acquisto di quel bene quando lo comprò, il valore venale o un valore che tenga conto della sua vetustà, come per le polizze assicurative in caso di incidenti stradali? Come calcolare i rimborsi, poi, se un cittadino ha agganciato anche il bonus mobili o se determinati prodotti non più in produzione – come nel caso degli elettrodomestici – impongono l’acquisto di beni di molto migliorativi, ad esempio in termini di efficienza energetica, rispetto a quelli persi? Tutti interrogativi che il governo starebbe cercando di dirimere e tra le ipotesi c’è anche quella – ma non è l’unica – di un rimborso forfettario a vano, mentre si potrebbe ragionare di una somma diversa per le cucine. Per queste, infatti, il valore di perizia rischia di essere talmente basso da non consentire nemmeno l’acquisto di mobilio nuovo e il governo potrebbe scegliere la strada di un forfait ‘rinforzato’ solo per le cucine.

Il punto di partenza di ogni ragionamento, però, resta uno: di che cifre totali parliamo e quante risorse vanno trovate? Fino ad oggi gli unici numeri in mano al commissario sono quelli dei Cis (contributi di immediato sostegno) erogati: 23.622 acconti da 3mila euro per un totale di 70 milioni 866mila euro e appena 2.081 richieste di saldo, che valgono altri 2mila euro a famiglia (ma c’è tempo fino a fine anno). Possibile che le famiglie alluvionate abbiano avuto in media danni entro i 3mila euro? Per Figliuolo le stime necessarie ad aprire ogni ragionamento si avranno solo con le perizie dei privati anche sui beni mobili. "In questo momento non sono previsti rimborsi per le famiglie, ma abbiamo inteso di inserirle nelle perizie perché se un domani dovessimo avere una norma che ci dà la possibilità di pagare questi tipi di beni, il lavoro almeno è già stato fatto e non si deve fare un’altra perizia", ha incalzato in aula. "Se prometti il 100% a chi ha perso la cucina, la lavatrice o il motorino e non lo fai ci prendono per matti. Allora cosa rimborsiamo a queste persone? Mica gli è crollata la casa – ha detto il governatore Stefano Bonaccini, rievocando i danni invece del sisma –. Ma sono sicuro che il Governo correggerà". Da quando è partito il sistema Sfinge per la richiesta danni (15 novembre) ci sono stati 885 accessi ma "diverse famiglie – ha ribadito la vicepresidente regionale Irene Priolo – non faranno nemmeno domanda in mancanza di certezze, invece dobbiamo fare in modo che tutti la facciano".