La verità dell’omicidio: Rita strangolata dal marito con un foulard e il corpo trascinato in camera

Emergono i dettagli dall’autopsia effettuata ieri sulla salma di Rita Talamelli, uccisa dal coniuge. Intanto il pm ha chiesto la convalida dell’arresto e il trasferimento in carcere per il 70enne

Fano (Pesaro), 23 novembre 2023 – L’autopsia effettuata ieri sul corpo di Rita Talamelli ha rivelato che il marito l’ha uccisa stringendole un foulard al collo. Per farlo, l’ha sorpresa alle spalle presumibilmente in cucina. Una volta accertata la morte, ha trascinato il corpo della moglie in camera da letto, distendendolo nel pavimento e coprendolo con un asciugamano.

La casa della famiglia Sfuggiti fotografata poche ore dopo la scoperta del corpo senza vita di Rita Talamelli. Nel tondo, Angelo Sfuggit
La casa della famiglia Sfuggiti fotografata poche ore dopo la scoperta del corpo senza vita di Rita Talamelli. Nel tondo, Angelo Sfuggit

L’autopsia condotta dal dottor Montanari dell’istituto di medicina legale di Ancona non lascia dubbi sulle cause della morte della donna, avvenuta presumibilmente nel pomeriggio. Il marito si è poi disteso sul letto dopo aver assunto medicinali. A trovarli era stato uno dei figli intorno alle 20.30 di ritorno a casa.

Scattato l’allarme, sono intervenuti sul posto gli investigatori del commissariato di Fano che hanno provveduto a raccogliere indizi ed elementi utili in casa per ricostruire le fasi dell’omicidio. Che, stando alle testimonianze, è maturato in un clima familiare stravolto dalla malattia psichiatrica della donna che aveva già portato il marito, pochi mesi fa, a cercare di togliersi la vita.

Ieri intanto c’è stata anche l’udienza di convalida dell’arresto dell’omicida Angelo Sfuggiti, di 70 anni, il quale è ancora ricoverato in ospedale, ma sembra a Pesaro, al San Salvatore. Pur se questi non poteva essere presente all’udienza, il giudice Giacomo Gasparini ha potuto ugualmente aprirla riservandosi di ascoltare in una successiva occasione l’indagato, appena avrà il permesso dai medici che lo stanno curando per fargli superare la grave intossicazione da barbiturici. Il pm Marino Cerioni ha chiesto al gip di trasformare la degenza ospedaliera in misura cautelare in carcere con l’accusa di omicidio volontario aggravato.

Per la procura, c’è il rischio che Angelo Sfuggiti possa reiterare il reato e tantomeno può restare a casa perché il pericolo di un suicidio è altamente probabile. Il difensore, l’avvocato Paolo Di Loreto, ha chiesto di indirizzare il suo assistito verso una struttura ospedaliera dove si possa controllare a vista e comunque tenerlo ristretto.

Una scelta che il giudice si è riservato di fare al più presto, probabilmente entro la giornata di oggi. C’è un particolare che non è secondario: all’arrivo dei soccorritori, Angelo Sfuggiti appariva vigile, parlava, indicava la moglie ma non nascondeva nemmeno le sue responsabilità su quanto accaduto.

Era lucido benché aggredito dall’intossicazione dei medicinali ingeriti. Raccontava di una vita che non più vivere. Poi la corsa in ospedale e l’attesa per il suo recupero affinché possa essere in grado di rispondere alle domande del magistrato. Va appurato se l’omicidio possa esser stato la conseguenza di un litigio improvviso oppure se in qualche maniera, il 70enne avesse già preparato il foulard per mettere fine alla vita della moglie in preda a turbe psichiche sapendo poi di seguirla ingerendo flaconi di barbiturici.

ro. da.