Rita Talamelli, lunedì i funerali. Il fratello: “Angelo ci diceva: ’Sono già morto dentro’”

Drammatica testimonianza di Marziano Sfuggiti: “Lui e Rita, sono vittime tutti e due. Spero che prima di metterlo in cella lo tirino un po’ su”

Fano, 25 novembre 2023 – Si svolgeranno lunedì 27 novembre alle 15 nella chiesa di San Pio X i funerali di Rita Talamelli, la 66enne strangolata con un foulard dal marito Angelo Sfuggiti, il noto pizzaiolo fanese che ora è piantonato in ospedale con l’accusa di omicidio aggravato dai vincoli di parentela. Anche nella morte, però, quella burocrazia che le aveva impedito di essere presa in carico da una struttura psichiatrica, ha ostacolato la realizzazione della sua ultima volontà. Avrebbe voluto essere cremata, Rita, per consentire alle sue ceneri di riposare accanto a quelle della mamma al cimitero centrale. "Invece non abbiamo potuto farla cremare perché per questo tipo di autorizzazione non bastava la richiesta dei figli - ci racconta Marziano Sfuggiti, fratello di Angelo -, il Comune voleva quella del marito. Ma lui è ricoverato in Psichiatria a Muraglia e non può darla. Allora ci hanno chiesto un foglio in cui lo psichiatra dichiarava che lui non era in grado di farlo. Ma per fare tutto ci sarebbe voluto un sacco di tempo e allora abbiamo optato per il funerale normale".

Angelo Sfuggiti con la moglie Rita Talamelli: lunedì i funerali della donna a San Pio X
Angelo Sfuggiti con la moglie Rita Talamelli: lunedì i funerali della donna a San Pio X

Sono due famiglie dilaniate dal dolore quelle degli Sfuggiti e dei Talamelli. Rita era infatti figlia unica e senza più i genitori, ma aveva ancora tre cugine di primo grado. "Stiamo cercando tutti di sopravvivere a tutto questo - dice sconsolato Marziano -. Rita è stata vittima della sua malattia e dell’omicidio. Ma anche Angelo è una vittima. E noi tutti siamo divisi a metà tra l’uno e l’altra. Perché noi Rita la conoscevamo da 50 anni e per 40 abbiamo lavorato insieme. Ricordo ancora quando Angelo ce l’ha portata a casa. Lavorava nel negozio di scarpe Marchegiani davanti ai Gabuccini. Si sono conosciuti lì. Poi lei è venuta a lavorare con noi… era una sorella per noi. Almeno fino a due anni fa. Poi non è stata più lei, ma le volevamo bene perché non era colpa sua. Era la malattia che la rendeva così. Aveva una doppia personalità, era ormai due persone diverse".

Una malattia mentale che durava da vent’anni e di cui Angelo si è fatto carico da solo, finché la follia non si è impossessata anche della sua di mente. "Per com’erano entrambi negli ultimi mesi ci pensavamo che alla fine succedeva qualcosa - dice -. Non siamo riusciti a portar via Angelo perché lui non si sentiva di lasciarla sola. Ma ogni giorno la situazione era sempre più dura, per lui e per i figli". Marziano ora ha paura che Angelo tenti il suicidio ancora una volta e che questa volta ci riesca. "Prima di andare in carcere, non dico che dovrebbero farlo tornare normale, ma almeno fargli riprendere un po’ di strada. Perché lui ultimamente non parlava, non voleva uscire, diceva sempre: ‘se la faccio finita non ho più problemi, tanto son già morto dentro’. Qualche settimana fa ha tentato il suicidio. Era un sabato. Mi telefona e mi dice che aveva preso dei barbiturici e che si era infilato l’aria nelle vene. Che però si era pentito e aveva chiamato il 118. All’ospedale lo hanno mandato a casa dopo 12 ore, che ancora non stava in piedi…."