Uccise la madre con il tè, il piano di Sara: i veleni acquistati un anno prima

Omicidio Diolaiti, davanti alla Corte di assise il racconto degli investigatori: "Fu lei stessa a indicarci dove erano i barattoli di nitrito di sodio e arsenico ordinati online nel 2021

Sara Corcione, 39 anni, esce dalla caserma in stato di arresto
Sara Corcione, 39 anni, esce dalla caserma in stato di arresto

Ferrara, 1 febbraio 2024 – Lo ha meditato, pianificato per più di un anno. Fino al punto di acquistare tutto l’occorrente per uccidere sua madre, compresi due tipi di veleno e una maschera per coprire il volto, per la preparazione della miscela letale.

La ricostruzione

Sara Corcione, 39 anni, accusata dell’omicidio premeditato della madre Sonia Diolaiti di 62 anni, le ha preparato tè corretto al nitrito di sodio – secondo quanto raccontato ieri in aula davanti alla Corte di assise, dai militari del Nucleo investigativo dei carabinieri che hanno condotto le indagini – e poi lo ha lasciato nella tazza fiorita che la madre di solito lasciava in frigorifero con la bevanda dentro, approfittando che la la madre non era in casa, perché fuori per una minivacanza.

Poi l’imputata è salita nel suo appartamento al quarto piano e ha atteso la morte della madre. Era il 27 luglio del 2022, lo stesso giorno del rientro della vittima da una mini vacanza sul lago di Garda, quando per l’ultima volta poco prima di mezzanotte madre e figlia si sono sentite al telefono.

Il piano di Sara, secondo quanto ricostruito dagli investigatori, era già stato messo in pratica. La madre è tornata, ha bevuto il suo tè e poi si è sentita male, muorendo tra la stanza-armadio che aveva allestito lì dove avrebbe dovuto esserci la cameretta della figlia. Lì dove è stata trovata cadavere dai vigili del fuoco e carabinieri che sono entrati nell’appartamento al primo piano di via Ortigara 28, la notte tra il 29 e il 30 luglio del 2022.

Scoperta seguita ai sospetti dell’amica della vittima, Patrizia, colei con cui Diolaiti doveva partire il sabato per una vacanza a Pantelleria, nella casa di famiglia Diolaiti/Corcione. "Tornate dal lago di Garda – ha raccontato l’amica – eravamo rimaste d’accordo di trovarsi il sabato, avevamo già i biglietti dell’aereo. Venerdì pomeriggio ho quindi deciso di chiamarla, per mettersi d’accordo sull’orario. Ma dopo numerosi tentativi, preoccupata con mia figlia, ho decido di andare a vedere. Dall’appartamento di Sonia, niente. Siamo salite al quarto piano dalla figlia, che ci aperto dopo molto, dicendoci ’é successa una cosa molto grave, personale, mamma non può partire’". Una giustificazione che non ha convinto madre e figlia che si sono dirette dai carabinieri. Poi la tragica scoperta. Un mistero durato poche decine di minuti.

Il piano

 Ai carabinieri arrivati al suo appartamento Corcione ha raccontato di essere stata lei, indicando i due barattoli di nitrito e la maschera acquistati on line tra Ebay e Alibaba. Acquisti riscontrati dai militari del Nucleo investigativo e pagati con la carta di credito intestata alla vittima. Tutto questo un anno prima del delitto, nell’estate del 2021. Nitrito di sodio e arsenico, il dubbio su quale utilizzare per essere sicura di arrivare al suo obiettivo: liberarsi della madre, quella figura genitoriale che l’imputata non ha mai sentito come tale, che ha subito nel corso degli anni, dalla quale si è sentita profondamente rifiutata fino al punto di raccontare "O lei o io". Uccidere per non uccidersi. Chissà. Ci ha pensato un anno, ha messo insieme tutti i pezzi che le servivano: i veleni, la maschera, i guanti. Poi ha atteso il momento migliore e ha agito. Tra una vacanza e l’altra della madre mai sentita come tale.