Alluvione, una marea di burocrazia: pratiche a passo di lumaca

I controlli imposti per evitare che qualcuno approfitti della situazione comportano verifiche formali e sostanziali. Incontri con chi fa le perizie

Forlì, 15 febbraio 2024 - E’ un lavoro enorme quello che stanno facendo gli uomini della struttura del commissario Francesco Paolo Figliuolo, di Invitalia e della Regione Emilia-Romagna per arrivare al risarcimento di tutti coloro che hanno subito danni dall’alluvione di metà maggio dell’anno scorso (si parla di 70.000 privati e 20-30.000 imprese).

La folta platea di addetti ai lavori intervenuti a sentire gli esperti del commissario
La folta platea di addetti ai lavori intervenuti a sentire gli esperti del commissario

La struttura commissariale è formata da una sessantina di persone, per la maggior parte militari, alla quale si aggiungono per i controlli i funzionari di Invitalia (Agenzia nazionale per l’attrazione degli investimenti e lo sviluppo d’impresa) e gli addetti alla piattaforma informatica Sfinge della Regione Emilia-Romagna sulla quale bisogna caricare le pratiche per ottenere i risarcimenti dei danni subiti.

Che si tratti di un lavoro da spaventare Ercole, e forse anche Superman, si capisce dagli incontri che si stanno svolgendo in questi giorni per chiarire i dubbi relativi alle procedure burocratiche: nei giorni scorsi ce n’è stato uno a Ravenna, ieri a Forlì, presso la sede della Provincia, poi ce ne sarà un altro a Bologna. La prossima settimana toccherà ai comitati degli alluvionati.

Il problema è che ogni caso è diverso dall’altro, e per evitare che qualcuno faccia il furbo ottenendo risarcimenti non dovuti che verrebbero sottratti a chi è stato realmente danneggiato, prima di ottenere il sospirato bonifico ci sono perizie e fatture da presentare, controlli formali e nel merito da superare.

Che la situazione sia complicata l’hanno toccata con mano i tecnici dei comuni e quelli privati (una sessantina in presenza e un centinaio collegati online) che ieri hanno partecipato all’incontro forlivese: in più di due mesi ai comuni che effettuano un controllo formale (per esempio che non ci siano difformità e abusi edilizi) sono state presentate poco più di duecento domande, e alla struttura commissariale (secondo livello) ne sono arrivate una sessantina. La prima esaminata è stata respinta perché il danneggiato (un tecnico) aveva provveduto personalmente a fare la perizia sul suo immobile, cosa non prevista. Per le altre undici esaminate sono state richiesta integrazioni.

L’incontro di ieri, coordinato dal colonnello Carlo La Torre che aveva al fianco il collega Vincenzo Martella, portavoce del generale Figliuolo, ha evidenziato tutti i problemi. Innumerevoli le domande sui singoli casi, e quasi ogni volta era una scoperta: per esempio che oltre alle ordinanze 11 (per le imprese) e 14 (per le famiglie) ne uscirà a breve un’altra che riguarderà gli enti senza fine di lucro (Onlus e fondazioni).

L’impressione è che sia stato relativamente semplice ottenere i 5.000 euro del Cis (contributo di immediato sostegno) e del Cas (contributo di autonoma sistemazione per gli sfollati), ma sarà difficile e lungo ottenere i risarcimenti totali benché i soldi non manchino.