Ex asilo Santarelli, tutto pronto: “Sarà luogo d’incontro fra studenti e imprese”

Terminati i lavori, l’assessore Melandri illustra il progetto: “La struttura avrà cinque volti. Qui startup, aule per universitari, la biblioteca Ruffilli, libri dal Merenda e il Museo del ’900”

Da sinistra l’architetto Gianluca Foca, la dirigente comunale Rossella Ibba, l’assessora Paola Casara, il sindaco Gian Luca Zattini, l’assessore Valerio Melandri e l’architetta Chiara Brilli all’interno dell’ex asilo (Frasca)

Da sinistra l’architetto Gianluca Foca, la dirigente comunale Rossella Ibba, l’assessora Paola Casara, il sindaco Gian Luca Zattini, l’assessore Valerio Melandri e l’architetta Chiara Brilli all’interno dell’ex asilo (Frasca)

Forlì, 1 dicembre 2023 – L’ex asilo Santarelli vede finalmente la luce dopo tre anni di ristrutturazioni, molti più di attesa e anche roventi polemiche. Ieri, infatti, sono stati presentati i nuovi spazi dell’edificio, in presenza del sindaco Gian Luca Zattini e degli assessori Valerio Melandri, Paola Casara e Vittorio Cicognani. "Il Santarelli – sottolinea Melandri – ha cinque nuovi volti e vocazioni. Nasce in via prioritaria come luogo di incontro tra i giovani e le imprese del territorio attraverso nuove aule studio e startup all’avanguardia. I laboratori apriranno le porte già a metà dicembre e accoglieranno i ragazzi di Open Lab per l’innovazione digitale".

Il progetto è stato finanziato con fondi europei suddivisi in due assi: l’Asse 5 prevedeva il completamento interno degli spazi da destinarsi per la creazione di un hub turistico-culturale; l’Asse 6, invece, per il miglioramento sismico, il restauro esterno e i laboratori di innovazione.

L’ex scuola materna, costruita durante il regima fascista, si sviluppa attorno a un grande cortile, dove un portico dà accesso a tre diversi blocchi, oggi, con funzioni moderne ma con un occhio di riguardo al mantenimento dell’estetica originale. "Oltre alle aule studio per i 7mila studenti del campus e alle startup innovative – prosegue Melandri –, le grandi stanze sul retro dell’immobile ospiteranno, da giugno 2024, la biblioteca ‘Ruffilli’, che nella sua sede sarà oggetto di importanti lavori di ristrutturazione. Nella sala absidale, invece, troverà casa il Museo del ‘900, con un allestimento lungo le pareti della stanza curato da Roberto Balzani, il nostro ex sindaco docente dell’Università di Bologna; infine, i seminterrati saranno utilizzati per sistemare una parte dei volumi che si trovano al palazzo Merenda".

Negli ultimi mesi, il dibattito attorno al nuovo Santarelli ha infiammato la scena politica arrivando sui tavoli dell’Assemblea regionale, dove la consigliera Silvia Zamboni di Europa Verde avanzava l’ipotesi che le modifiche apportate al progetto iniziale non fossero regolari. Su questo nodo, il sindaco Zattini ha sottolineato con forza: "Stiamo restituendo alla città un edificio storico di grande valore. È stato necessario rivedere il piano originale, il nostro peccato originale è stato quello di sbagliare la valutazione degli spazi per la biblioteca".

Gli fa eco anche l’assessore ai lavori pubblici Cicognani: "Siamo in ritardo sulla tabella di marcia, ma la verità è che il progetto iniziale non era adeguato e abbiamo dovuto adattarlo in itinere. Tra l’altro dopo gli anni difficili del Covid e, ora, l’inflazione alle stelle a causa delle guerre, abbiamo dovuto spendere circa 600mila euro in più rispetto al preventivo".

Tra le questioni aperte anche il trasferimento dei depositi librari del palazzo Merenda, nei piani interrati del Santarelli e di palazzo Romagnoli; a settembre Italia Nostra aveva richiesto l’annullamento delle autorizzazioni rilasciate prima dell’alluvione dalla Soprintendenza, a causa della vicinanza dei due siti alle zone allagate a maggio e che potrebbero essere coinvolte a loro volta da nuovi allagamenti in caso di diluvi. "Lo spostamento di questi testi – chiosa Zattini –, circa 100mila al Santarelli e 60mila a palazzo Romagnoli, era già previsto nel progetto del 2018; l’amministrazione comunale non si è mai presa la libertà di decidere in autonomia senza avere le necessarie autorizzazioni dagli enti preposti".