
La parità di genere è ben lontana dall’essere raggiunta, sia in ambito politico sia nel quotidiano, e questo è il frutto di un retaggio culturale fatto di stereotipi, più o meno consci, che limitano la libertà di espressione e di azione delle donne.
Proprio da qui è necessario partire, dalla cultura e dalla formazione che lavori per scardinare questi stereotipi, dalla scuola di ogni ordine e grado, alla dimensione pubblica, per costruire un contesto che rispetti e valorizzi le differenze e favorisca le pari opportunità.
Una cultura che si riflette sul lavoro dove permane un grandissimo gap tra uomini e donne, sia a livello di tasso di occupazione, tipologia dei contratti, spesso precari o part-time, posizione lavorativa e stipendio.
Queste differenze incidono fortemente su un obiettivo fondamentale, che è quello dell’indipendenza economica delle donne, fattore importante anche rispetto al tema del contrasto alla violenza di genere; una donna economicamente indipendente può scegliere con maggiore libertà di allontanarsi da una situazione di violenza.
Da qui sono nati i progetti trasversali tra assessorato alle Pari opportunità, assessorato allo Sviluppo economico, assessorato all’Autodromo, commissione Pari opportunità e Ceas per promuovere l’empowerment e l’imprenditoria femminile, la gender equality.
Allora qual è la responsabilità delle donne in politica per la parità di genere?
Innescare, costruire, alimentare azioni trasversali, corali e collettive per le donne e con le donne, facendo rete, favorendo lo sviluppo del potenziale delle colleghe e dando un esempio alle generazioni più giovani per dimostrare che cambiare è possibile.
* assessora comunale
alle Pari opportunità