Babbo Natale sul carro armato. Modena divisa, proteste bipartisan. E c’è chi dà l’assalto all’opera

Identificati due facinorosi. Il cannone, in realtà, spara cuori e parole di pace. Il sindaco Pd: l’arte non si censura

Babbo Natale sul carro armato. Modena divisa, proteste bipartisan. E c’è chi dà l’assalto all’opera
Babbo Natale sul carro armato. Modena divisa, proteste bipartisan. E c’è chi dà l’assalto all’opera

Modena, 10 dicembre 2023 – Trasformare un carro armato da icona di guerra a simbolo di pace non è un inedito se si pensa alla scena finale del film di Benigni la Vita è bella, con il tank che entra nel campo di concentramento e si concede come premio al piccolo Giosuè. E che dire dello slogan degli anni ’60 ’mettete i fiori nei vostri cannoni’ cantato pure da I Giganti? Eppure in una Modena arroventata dal clima pre-elettorale il ’carro amato’ (con la lettera ’r’ barrata) guidato da Babbo Natale dell’artista Lorenzo Lunati, collocato in una delle piazze principali della città, sta scatenando il putiferio. Attirandosi ire bipartisan, da Rifondazione comunista a Fratelli d’Italia, passando per movimenti e comitati locali di ogni estrazione politico-culturale. Con l’eccezione della Lega cui invece l’opera è piaciuta.

Già noto per il Babbo Natale ballerino in tutù con la schiuma sotto le ascelle per radersi i peli, che nel 2021 fece il giro d’Italia e calamitò in quel caso le maledizioni di chi vi leggeva un tributo "all’ideologia gender", Lunati ha proposto quest’anno un Santa Claus che invece che sulla slitta con le renne viaggia su un carro a(r)mato con un cannone mobile che se inserisci una monetina (il ricavato viene devoluto a Save the children) spara pace e cuori. Dietro sono accatastati un mucchio di regali e un tripudio di bandiere di nazioni in guerra: "Basta togliere un ’r’ per passare da armato ad amato. Può bastare un secondo per passare dalla guerra alla pace".

L’operazione ha accolto in larga parte i favori del pubblico ("vedi – diceva un papà al figlio ieri mattina in piazza – è carina, ma va un po’ spiegata"). Ma anche numerosi strali. Tanto che contro l’installazione sono stati organizzati ben due flash mob, al mattino e al pomeriggio. Il primo – da sinistra – del movimento Modena Volta pagina, Unione popolare e Rifondazione comunista, imbavagliati con l’intento di sbarrare virtualmente la strada al tank. Il secondo – da destra – di una lista denominata ’Noi per Modena’.

Politicamente distanti, ma uniti nel condannare l’opera e chiederne la rimozione: "Siamo senza parole per l’insensibilità che l’amministrazione e il sindaco stesso hanno dimostrato inaugurando questo simulacro. Ci offende l’inconsapevolezza comunale che nessun carro armato può e deve essere ‘amato’, che questa installazione è quanto mai oscena e fuori luogo". Come anche: "Capiamo la ’necessità’ dell’artista di provocare, l’Arte provoca, ma in questo preciso momento, migliaia di persone vengono uccise proprio da simili strumenti di morte e questo può costituire una provocazione per chi magari è stato segnato dalla guerra".

La richiesta di toglierla però è stata respinta a stretto giro dal sindaco Gian Carlo Muzzarelli: "L’arte si può apprezzare o non apprezzare, ma quello che sta succedendo con la richiesta di censura è inaccettabile. Ricordo a me stesso l’articolo 9 della Costituzione che è nato contro tutte le strette repressive su arte e cultura operate dalla dittatura".

In questo clima di tensione non sono mancate le intemperanze degli animi più surriscaldabili. Un uomo ha trovato l’installazione "ambigua per i bambini" e ha infilato la mano nella bocca del cannone "per saggiare di che materiale era fatto": ha finito per scollarla alla base seppure lievemente. Identificato dalla Digos e condotto in questura per accertamenti, rischia l’accusa di danneggiamento. Un altro, di origine straniera, ha provato, ma è stato fermato, a strappare la bandiera israeliana dietro al carro urlando "gli ebrei sono nostri fratelli, ma gli israeliani uccidono i bambini".