Buone pratiche alla casa di riposo? Un gioco di ruolo forma gli operatori

Vignola, un’esperta internazionale ha affiancato l’Asp: carte con suggerimenti per fare ’vincere’ l’assistenza

All’Asp di Vignola si punta a migliorare il servizio agli utenti con…un gioco di ruolo. L’idea è del presidente dell’Azienda per i Servizi alla Persona, Marco Franchini, che ha "giocato pesante" per l’occasione, coinvolgendo per questo inedito quanto inconsueto (almeno per un’azienda pubblica) progetto di formazione degli operatori dell’Asp l’esperta internazionale Sylvie Schoch, formatrice della società IP-International GmbH. Nello specifico, faranno parte di questa iniziativa di formazione le 60 operatrici dell’Asp che lavorano alla Casa Protetta. Questo perché, come ha spiegato il presidente Franchini, "proprio nelle case residenza si creano le situazioni più stressanti", data la particolare tipologia degli ospiti, spesso con varie patologie o a fine vita. L’obiettivo di questo gioco di ruolo che verrà introdotto all’Asp di Vignola (e che per la verità è già iniziato a circolare tra 6 dipendenti con ruoli apicali) è quello di migliorare il servizio offerto per l’utente finale (cioè gli ospiti della casa protetta) e i relativi familiari. Il suo funzionamento non si discosta molto dalla formula del celebre Monopoli, solo che al posto di un "Parco della Vittoria" o di un "Vicolo Stretto" ci sono carte con tanto di lupo o di fatina (quindi negative o positive), che riportano descrizioni con nomi di fantasia tratte da situazioni realmente accadute. Ad esempio, se un’operatrice ha notato che un ospite della struttura necessita di un’attenzione diversa da parte di unaun collega, senza fare nomi e cognomi scrive il suggerimento della buona pratica sulla carta, associandola al lupo (immagine negativa, che fa arretrare il giocatore). Una pratica positiva, invece, è associata alla fatina e fa guadagnare punti verso la meta. Ci sono quindi carte che fanno avanzare e carte che fanno retrocedere. A forza di pescarle, gli operatori singoli o le squadre leggono i vari testi riportati nelle carte e, senza sentirsi chiamati direttamente in causa o colpevolizzati, sanno che cosa i colleghi hanno notato di ciò che va e di ciò che non va. Ovviamente, ha precisato Franchini, sono esclusi i comportamenti scorretti e gravi, che vanno perseguiti nel modo canonico. Ma, per quanto riguarda le buone pratiche da adottare, ci sono sempre margini di miglioramento. Da parte sua la direttrice di Asp, Paola Covili, ha ricordato che "questo progetto è stato realizzato grazie alla partecipazione delle nostre responsabili delle attività assistenziali, Monica e Domenica", mentre Walter Angiò, coordinatore della Casa residenza per anziani, ha parlato di "aspettative rispettate in pieno" per questo gioco di ruolo.

L’ideatrice del progetto, Sylvie Schoch, ha rimarcato che questo gioco "ci permette di parlare anche di tabù e cose pesanti senza mai accusare nessuno".

Marco Pederzoli