VALENTINA REGGIANI
Cronaca

Covid Modena, farmaco dal Brasile contro il virus. Professore finisce sotto la lente

L’Ordine dei medici ha aperto un procedimento disciplinare nei confronti del camice bianco, protagonista di un servizio di ’Striscia la notizia’. La terapia è stata bocciata dall’Aifa

Personale sanitario impegnato nei drive through con i tamponi (FotoFiocchi)

Personale sanitario impegnato nei drive through con i tamponi (FotoFiocchi)

Modena, 19 agosto 2021 - Un medico modenese, professore universitario, è finito sotto i riflettori per la somministrazione di un farmaco, importato dal Brasile, che lui definisce "un amplificatore della immunità innata", che dovrebbe facilitare la guarigione dei malati di Covid-19. La terapia in questione, infatti, non risulta autorizzata dall’Aifa, l’agenzia italiana del farmaco: una circostanza che ha attirato sul professionista le attenzioni dell’Ordine dei medici, che ha aperto un procedimento disciplinare nei suoi confronti e sta effettuando tutte le verifiche del caso, e le telecamere del tg satirico ’Striscia la notizia’. I video mandati in onda dal programma di Canale 5 mostrano una falsa paziente (un’attrice della produzione) a colloquio con il professore. Lui la invita a togliersi la mascherina "poiché il virus in lui, che si è iniettato il microbo (il farmaco in questione, ndr), non è mai entrato. Questa cura – afferma il docente – può intervenire anche nelle prime fasi del covid. La persona media vive ed è protetta". Il medico chiede alla donna 70 euro in contanti, spiegando come si tratti dei costi della Dogana.

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Covid Emilia Romagna, il bollettino coronavirus di oggi, 19 agosto 2021. Dati e contagi Il ministero della Salute ha preso le distanze dal professore: "Lo studio fu inviato mesi fa e valutato dal comitato tecnico e scientifico e dall’Aifa, ma fu bocciato", spiega a ’Striscia’ il sottosegretario alla Salute Pierpaolo Sileri. Il camice bianco modenese, dal canto suo, cita diversi studi sul farmaco, che vedono anche la sua firma, pubblicati ad esempio sul Journal of medical virology o sulla Gazzetta Medica Italiana - Archivio per le Scienze Mediche. E annuncia un ricorso al Tar del Lazio contro Aifa "perché una sentenza nega l’ingresso in Italia di questo prodotto, nonostante ci siano 4mila persone pronte a riceverlo". Alla richiesta del perché il professore chieda ai pazienti 70 euro – sempre in contanti – per inoculare il batterio, lo stesso spiega che si tratta "del costo per la gestione del prodotto, i miei collaboratori raccolgono i dati e gestiscono le consulenze fatte coi pazienti". Il professore si è rivolto anche all’Ordine dei medici sottolineando di non aver mai "incoraggiato la abolizione dell’uso della mascherina o di aver denigrato il ricorso ai vaccini". Su questa vicenda interviene il presidente dell’Ordine dei medici Carlo Curatola. "Sul caso vi è ovviamente l’attenzione della commissione dell’ordine; sono giunte diverse segnalazioni che stiamo analizzando al fine di valutare la sussistenza e il peso delle eventuali infrazioni del codice deontologico utili ad una decisione che porteremo avanti collegialmente nelle dovute sedi. A noi è affidato il compito di accogliere in maniera critica e responsabile le informazioni provenienti dai media, di prendere atto delle istanze prodotte dai cittadini e dalle istituzioni che pongono all’attenzione il problema e valutare e monitorare quanto proposto. Eventuali provvedimenti nei confronti del medico – chiude Curatola – saranno frutto di accurate indagine e del procedimento disciplinare che stiamo portando avanti nell’interesse della collettività e del collega stesso".

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