Inferno in galleria a Urbino, si indaga per omicidio stradale plurimo. Strada chiusa per mesi

Agli atti, per ora, c’è una evidente invasione di corsia dell’ambulanza. Oggi le autopsie delle 4 vittime all’ospedale di Fano, dopodiché si potrà procedere per il nulla osta dei funerali

Urbino, 30 dicembre 2023 – La procura di Urbino indaga per omicidio plurimo stradale dopo l’incidente avvenuto mercoledì scorso, in cui sono morte 4 persone – i tre sanitari dell’ambulanza e il malato che stavano trasportando – nello schianto tra il mezzo di soccorso e il pullman a bordo del quale c’era 47 persone tra i ragazzini e altri parrocchiani della zona di Cupra Marittima e Grottammare.

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Il pullman proveniva da Urbino, diretto a sud, l’ambulanza trasportava un paziente 85enne, Alberto Serfilippi, che doveva fare un controllo al cuore. Lui e gli altri occupanti del mezzo del 118 – il medico albanese Sokol Hoxam, 41 anni, l’autista Stefano Sabbatini, 59 anni, l’infermiera Cinzia Mariotti, 49 anni – sono morti carbonizzati.

In base ai rilievi, risulta evidente l’invasione di corsia fatta dall’ambulanza: per questo, al momento, come atto dovuto, anche se si tratta di persona deceduta, l’unico indagato è il guidatore dell’ambulanza, Stefano Sabbatini.

Ma si tratta appunto di un atto formale, che la procura fa anche per difendere, eventualmente, gli interessi dei famigliari dello stesso autista. Perché le ipotesi al vaglio sono tantissime: ad esempio un guasto dell’ambulanza (che quindi scagionerebbe l’autista), una posizione errata delle bombole dell’ossigeno, circostanza questa, sempre in via di ipotesi, che potrebbe aver causato l’incendio.

Perché in effetti, tante domande ancora sono aperte: ad esempio l’esatta causa di morte dei 4 deceduti (morti carbonizzati o erano già deceduti a causa dei traumi dello scontro? L’autista è stato colto da malore?), che solo l’autopsia potrà svelare; o, ancora, se nello schianto ci sono altre concause che hanno determinato l’evolversi della tragedia. L’identificazione dei cadaveri potrà essere fatta solo dal medico legale.

Da un punto di vista penale, quale sia la conclusione della perizia, se l’indagato, come in questo caso, è deceduto, il fascicolo viene archiviato per morte del reo.

Diversa la procedura civile, con la quale i parenti dei deceduti potranno rivalersi, una volta stabilite le responsabilità. L’autista del pullman, Massimo Mariotti, ha detto più volte che si è visto arrivare contro l’ambulanza, come se questa fosse stata senza controllo. Oggi si svolgono all’ospedale di Fano le autopsie, da qui si potrà procedere per il nulla osta dei funerali.

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Nel frattempo, con la galleria interdetta alla circolazione, il traffico stradale è stato deviato sul vecchio tracciato della Ss 73 bis, in località Conce, che congiunge Urbino e Fermignano.

Anas si sta occupando delle stime dei danni e delle verifiche strutturali sul tunnel, al termine delle quali si capirà di preciso quanto servirà per la riapertura.

"Dipenderà dall’esito di questi controlli, ma probabilmente dovremo mettere in conto almeno un mese e mezzo – spiega il sindaco, Maurizio Gambini, dopo essersi confrontato con Anas –. Intanto abbiamo chiesto alla Regione di riasfaltare la vecchia strada, visto che per varie settimane tutti i tir transiteranno da lì, quindi si rovinerà. Al momento si stanno tappando le buche, ma spero che l’asfaltatura parta il prima possibile, almeno di alcune parti del tracciato, perché ci sono dei punti messi male".