Incubo Dengue a Pesaro, situazione tranquilla dopo la disinfestazione

Pochi bimbi al parco, finestre chiuse: poi i residenti sono tornati alla normalità

Rino e Rafaela, tra i pochi ieri mattina a frequentare il parco. Questa disinfestazione è stata una novità per Pantano: e qualcuno dei residenti si è preoccupato

Rino e Rafaela, tra i pochi ieri mattina a frequentare il parco. Questa disinfestazione è stata una novità per Pantano: e qualcuno dei residenti si è preoccupato

Pesaro, 31 marzo 2024 – Incubo Dengue? Svanito nella notte. Il quartiere di Pantano si è risvegliato, infatti, tirando un sospiro di sollievo dopo che questa mattina, intorno alle 6, il Comune ha effettuato una disinfestazione straordinaria ai danni della zanzara tigre, dopo l’unico caso accertato di cittadino pesarese affetto da febbre dengue.

Come noto, la febbre dengue è un’infezione trasmessa agli esseri umani tramite punture di zanzare che hanno, a loro volta, punto una persona infetta. Di fatto, quindi, non vi è la trasmissione diretta tra persone. I sintomi principali della malattia sono febbre, dolori muscolari, mal di testa e nausea.

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E passeggiando, ieri, per le strade di Pantano, rispetto ai soliti sabato mattina, la situazione era un po’ cambiata: sono pochi i bambini al parco, pochi i cagnolini che corrono nello sgambatoio, come poche sono le persone che camminano per strada: "Noi ieri sera abbiamo chiuso tutto, per evitare che le sostanze delle disinfestazioni entrassero in casa - spiegano Rino e Raffaela, al parco Trulla con i loro bambini -. Certo, un po’ la cosa ha preoccupato, senza dubbio, anche perché ci siamo ritrovati ieri sera con la consegna di questa di questi avvisi senza che dicessero l’ora o dessero troppe informazioni. Ormai le temperature stanno cambiando e, secondo noi, dovrebbero farli più spesso questi lavori di disinfestazione. L’importante è che ora si possa stare un po’ più tranquilli".

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Anche Veronica Giardina, mentre è allo sgambatoio con l’amico a quattro zampe Snoopy, è piuttosto tranquilla: "Lui ha tutti quanti i vaccini e gli antiparassitari, quindi non mi preoccupo - spiega Veronica -. Più che altro sarebbe bello se queste manutenzioni le facessero più spesso. Una volta davano anche le pasticche da mettere nei tombini per evitare il proliferarsi delle zanzare, ma ora non sono più vendute. Inoltre, una cosa di cui si parla molto poco, e chi ha animali può capire, è la questione delle processionarie. Anche per quelle bisognerebbe fare una disinfestazione, che sono letali per i cani. Ben vengano gli interventi mirati per queste cose".

Continuando il giro per le strade del quartiere 12, tra via Nevio e via Martini, anche qualche residente lascia la sua opinione: "Personalmente non ci siamo accorti di niente - spiega Giovanni Amadio -, né io né mia moglie. Abbiamo solo visto gli avvisi che sono stati affissi alle porte e nei pali della luce ieri sera, ma per il resto non li abbiamo nemmeno sentiti passare. Toccherebbe che ci fosse un po’ più cura del verde, anche perché è nelle sterpaglie e nell’erba alta che molto spesso si annidano gli insetti".

Spiega Luca Pieri, presidente Aspes: "Abbiamo ritenuto opportuno di operare il prima possibile non appena saputa l’informazione dall’Ast. La nostra è stata una precauzione per scongiurare il remoto pericolo di diffusione. L’intervento di disinfestazione, che normalmente si effettua in un raggio di 200 metri, questa volta l’abbiamo voluto ampliare, arrivando a coprire un’area di 300 metri".

"Gli operatori hanno fatto tutto in tempi brevi ed in modo efficiente - racconta Ezio Bracco, presidente del Quartiere 12 -. Non si sa, per questioni di privacy, chi fosse questa persona, ma sappiamo che lui è l’unico che abbia contratto questa malattia. I cittadini possono dormire tranquilli e ritornare alle proprie attività normalmente".