Dopo dieci campionati consecutivi trascorsi con il logo Di.Ba sul petto, la stagione 2020-21 della Vis Pesaro vedrà un nuovo sponsor campeggiare sulla casacca biancorossa. Una decisione ventilata da mesi quella della società concessionaria d’automobili che, nei giorni scorsi, è stata fatta presente al presidente vissino Mauro Bosco in un incontro con Paolo Baronciani, presidente della Di.Ba, nonché presidente onorario della stessa Vis Pesaro. "La DiBa si sfila dalla maglia, ma non smette di sostenere la Vis" ci tiene a precisare Baronciani riferendosi ad "un sostegno economico...

Dopo dieci campionati consecutivi trascorsi con il logo Di.Ba sul petto, la stagione 2020-21 della Vis Pesaro vedrà un nuovo sponsor campeggiare sulla casacca biancorossa. Una decisione ventilata da mesi quella della società concessionaria d’automobili che, nei giorni scorsi, è stata fatta presente al presidente vissino Mauro Bosco in un incontro con Paolo Baronciani, presidente della Di.Ba, nonché presidente onorario della stessa Vis Pesaro.

"La DiBa si sfila dalla maglia, ma non smette di sostenere la Vis" ci tiene a precisare Baronciani riferendosi ad "un sostegno economico che è stato rinnovato, ma dopo undici anni credo sia giusto che il main sponsor sia un altro, con un impegno diverso dal nostro, sia per le ambizioni crescenti di questa proprietà che punta in alto come non si è mai puntato in questi anni, sia per lasciar spazio a un nuovo main sponsor davvero appassionato". Il riferimento è per la Tecnoplast di Enzo Cammillini che dopo anni di sostegno crescente, e dopo un biennio di Serie C trascorso sul dorso delle maglie biancorosse, è l’azienda attualmente indiziata a piazzare il suo nome sulla parte frontale della casacca vissina.

Nel calcio che fa e disfa in un amen, un decennio è qualcosa di simile a un’era geologica. Basti dire che la Vis ha cominciato a battagliare con la DiBa alleata nel 2010. Dapprima vincendo nei campi provinciali di Eccellenza, spesso davanti a poche centinaia di spettatori, fino ad arrivare dieci anni dopo a farsi onore in vetrine da 8mila spettatori come Vicenza, o 11mila come Cesena. Per la Vis la Di.Ba e Baronciani hanno rappresentato un porto sicuro che ha resistito alle centrifughe di un decennio di rimescolamenti societari e dirigenziali: da Leandro Leonardi e Claudio Pandolfi, con cui iniziò la sponsorizzazione, a Marco Ferri e Roberto Bizzocchi, da Vlado Borozan e la partnership con la Sampdoria fino a Mauro Bosco.

"I tifosi - dice Baronciani - devono essere orgogliosi di avere un presidente come Bosco, così come la DiBa è felice di continuare a dare una mano a una persona davvero in gamba, che ha preso impegni molto seri verso la Vis e la città". Proprio Bosco negli ultimi tre mesi ha auspicato a tambur battente che il governo concedesse il beneficio del credito d’imposta per chi sponsorizza lo sport; un desiderio tuttora non esaudito "che - dice Baronciani - cambierebbe sensibilmente le cose, ma non avrebbe fatto la differenza per la DiBa che aveva già maturato da tempo questa decisione di passare la mano ad altri". Resta invece la carica di presidente onorario della Vis per Paolo Baronciani, grazie al suo sostegno trascinato da tempi cupi fino ad annate più sognanti: "Una qualifica che alla soglia dei miei 80 anni non smette di inorgoglirmi - ammette -. Probabilmente non sarò mai un esperto di calcio e i motori e il golf, che pratico settimanalmente, resteranno i miei sport. La Vis però mi ha regalato undici anni di emozioni forti". Daniele Sacchi