Salvatore Papa esulta dopo il secondo gol, inseguito da Ferretti
Salvatore Papa esulta dopo il secondo gol, inseguito da Ferretti
Come ‘Ciccio’ Dell’Anno. Magari il paragone potrebbe sembrare irriverente o sproporzionato, ma rende l’idea. Spostato all’ala, con compiti di raccordo, rifinitura e finalizzazione. Da tre giornate, le ‘consegne’ tattiche di Salvatore Papa sono cambiate. E sono diventate molto simili a quelle che aveva il ‘Fenomeno’ giallorosso – libero di giostrare sulla mezzala sinistra, accentrandosi e andando anche alla conclusione – quando deliziò il popolo del ‘Benelli’ (91 presenze e 23 gol) per tre stagioni e mezzo, dal ’97 al 2000, ovvero gli anni migliori del calcio ravennate. Nel momento più complicato...

Come ‘Ciccio’ Dell’Anno. Magari il paragone potrebbe sembrare irriverente o sproporzionato, ma rende l’idea. Spostato all’ala, con compiti di raccordo, rifinitura e finalizzazione. Da tre giornate, le ‘consegne’ tattiche di Salvatore Papa sono cambiate. E sono diventate molto simili a quelle che aveva il ‘Fenomeno’ giallorosso – libero di giostrare sulla mezzala sinistra, accentrandosi e andando anche alla conclusione – quando deliziò il popolo del ‘Benelli’ (91 presenze e 23 gol) per tre stagioni e mezzo, dal ’97 al 2000, ovvero gli anni migliori del calcio ravennate. Nel momento più complicato della gestione-Brunelli, è stato dunque il capitano giallorosso ad essere responsabilizzato. La chiave tattica di mister Colucci è stata trovata abbastanza casualmente, soprattutto per necessità contingenti (di fatto il Ravenna gioca da diverse settimane senza una punta di ruolo). Papa si è adattato bene al nuovo ruolo. Contro il Cesena ha pure giocato da seconda punta, ed ha segnato.

A Imola ha fatto ancora meglio, rischiando di firmare una tripletta: "Doppiette in carriera – ha scavato nel libro dei ricordi il trentunenne centrocampista cosentino – ne avevo segnate altre due, ma mai in campionati di serie C. Una a Santarcangelo in Coppa Italia, e una a Cuneo in serie D, l’anno prima del mio arrivo a Ravenna". Quella di Imola è stata finalmente una prestazione che ha portato i 3 punti: "Sinceramente non la ritengo la mia miglior prestazione stagionale. A Imola, soprattutto, all’inizio, non sono partito benissimo. I primi 20 minuti non mi sono piaciuto. Però, se si guardano il risultato, l’importanza della partita, la doppietta e la vittoria in trasferta, è normale che diventi una partite diversa dalle altre".

Per capire se il Ravenna si sia svegliato in tempo per rimediare ad una stagione fin qui deludente, basterà aspettare 3 settimane (Perugia, Arezzo e Carpi le avversarie; 6 punti potrebbero non bastare).

Nel frattempo, la truppa giallorossa si ritroverà oggi per la ripresa degli allenamenti con uno spirito diverso: "Cos’è successo di ‘nuovo’ a Imola? Niente di particolare. Abbiamo solo segnato un gol più degli avversari. Anzi, ne abbiamo segnato due in più. Tante volte, nella stagione in corso, la prestazione c’era stata, poi, a causa di episodi negativi, il risultato è sempre andato male. Mi riferisco in particolare al derby di mercoledì scorso contro il Cesena, che ancora ci brucia".

Liberi finalmente da ogni pressione, e di fronte all’ultimissima spiaggia, i giallorossi hanno piazzato il colpaccio: "Siamo stati anche più accorti – ha aggiunto capitan Papa – e abbiamo rischiato di meno rispetto alle precedenti partite. In difesa siamo stati più compatti e concentrati. D’altro canto, siamo stati bravi a segnare, e così l’abbiamo portata a casa. Non ho visto che sia successo qualcosa di eccezionale in confronto al passato. Abbiamo sempre dato il massimo in ogni occasione. È vero che abbiamo commesso tanti errori in tante partite. A Imola invece ne abbiamo commessi pochissimi, ed è arrivato il successo".