L'interno del teatro Valli

Reggio Emilia, 11 ottobre 2018 – Tornano le Giornate Fai d'Autunno (foto) alla scoperta delle bellezze della nostra Italia. Per quanto riguarda Reggio potremo andare alla scoperta del teatro Valli.

Il Municipale, intitolato nel 1980 all’attore Romolo Valli, fu costruito tra il 1852 e il 1857 su progetto dell'architetto modenese Cesare Costa. Celebrato per il ricco apparato decorativo, che ne fa uno dei monumenti più importanti della città, il teatro nasconde un dedalo di ambienti segreti, normalmente accessibili solamente agli addetti ai lavori: dai sotterranei alle soffitte passando per il retropalco e il palcoscenico, dal quale si può osservare la platea rovesciando il consueto punto di vista.

La visita tocca lo splendido ridotto dominato dalla Sala degli Specchi, le terrazze e i palchi, ma anche gli ambienti più segreti: fra gli altri, la sala dell'astrolampo, lo storico lampadario monumentale recentemente restaurato, la stanza che ospita il meccanismo manuale dell'orologio della platea, il ballatoio nascosto le cui macchine possono produrre i suoni della pioggia e del tuono, l'organo “Luigi Montesanti” del 1815 e la Sala dei Pittori.

Ingresso esclusivo per gli Iscritti Fai con possibilità di iscriversi al Fai in loco. Apertura: sabato 11-22. Domenica 11-20. Visite guidate “Teatro al Contrario” (durata 60 minuti): prenotazione obbligatoria. Visite guidate con Apprendisti Ciceroni FAI (durata 30 minuti): senza prenotazione, ingressi a Teatro ogni 30 minuti e in gruppi di max 30 persone. Corsie preferenziali per gli iscritti Fai.

Molti sono anche i luoghi aperti in tutta l'Emilia Romagna. Da nord a sud della Penisola l’invito è quello di lasciarsi sorprendere dalla ricchezza del patrimonio diffuso italiano, scoprendo con occhi curiosi e da prospettive insolite 660 luoghi in tutte le regioni. Per l’occasione, 3.800 volontari – appartenenti soprattutto ai Gruppi Fai Giovani – accompagneranno gli italiani lungo 150 itinerari a tema, da percorrere liberamente, che vedranno l’apertura di luoghi solitamente non visitabili o poco valorizzati - palazzi, chiese, castelli, aree archeologiche, giardini, architetture industriali, botteghe artigiane, musei, fari ma anche interi quartieri e borghi - raccontati con lo spirito entusiasta che caratterizza i giovani.

All’accesso di ogni bene sarà richiesto un contributo facoltativo, preferibilmente da 2 a 5 euro, a sostegno dell’attività della Fondazione.