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4 mag 2022

"Caccia alla vittoria di tappa: ci manca da 6 anni"

La Bardiani Csf ha presentato la squadra che correrà il giro. Quattro corridori esperti e altrettanti giovani di belle speranze

angelo costa
Sport

di Angelo Costa

Snobbato nelle passerelle ufficiali dedicate alla tappa di Reggio, Bruno Reverberi celebra al Giro d’Italia una ricorrenza tonda: è la quarantesima volta che la sua squadra si presenta alla corsa rosa, continuità che nel mondo del ciclismo è già diventata storia.

Per l’occasione, il manager del Ghiardo non cambierà le sue felici abitudini: venerdì al via da Budapest presenterà una Bardiani Csf Faizanè giovane e garibaldina, in grado di giocarsela allo sprint e in salita, ma soprattutto di correre all’attacco. Col dichiarato obiettivo di vincere una tappa: sarebbe la ciliegina ideale da mettere sulla torta del quarantesimo compleanno nell’élite della bici.

"Siamo una delle squadre che al Giro hanno vinto di più, faremo di tutto per allungare la serie", racconta Reverberi, che accompagnerà in Ungheria un team nel quale, accanto ad atleti esperti, presenterà anche il più giovane dell’intera corsa, il neoprofessionista Luca Rastelli, già visto in fuga il mese scorso in gare importanti come il giro di Sicilia e l’Amstel. Accanto a lui il modenese Luca Covili, il talento Filippo Zana, già sul podio del Tour de l’Avenir, e il veneto Samuele Zoccarato, terzo un anno fa al campionato italiano, rappresentano la parte ‘verde’ di una squadra che, carta d’identità alla mano, da un decennio si fregia a pieno titolo dell’etichetta di Greenteam.

Quattro i giovani, altrettanti gli uomini esperti: sono il velocista Sacha Modolo, due vittorie in carriera sulle strade rosa, dal veterano Alessandro Tonelli, tra i più bravi ad infilarsi nelle fughe, dal confermato Davide Gabburo e dal siculo Filippo Fiorelli, per un’età media di 27 anni, fra le più giovani della carovana. Non ci sarà un altro dei corridori navigati, Enrico Battaglin, fermato da quella bronchite che di questi tempi nel ciclismo sta mietendo vittime illustri, né potrà essere al via l’ingaggio dell’ultima ora, l’eritreo Henok Mulubrhan, 22 anni, campione continentale, primo africano nella storia del team: per questioni di regolamento, potrà gareggiare nelle corse World Tour dal mese prossimo.

"Abbiamo allestito una squadra bilanciata per esser protagonisti in ogni fase della corsa. Il livello è altissimo, ma il Giro offre sempre chance e noi vorremmo ritrovare quella vittoria di tappa che ci manca da sei anni", dice Roberto Reverberi, che guiderà la Bardiani Csf Faizanè con l’altro direttore sportivo Alessandro Donati. Come il padre manager, anche il tecnico rè convinto di poter contare sul giusto mix fra esperienza e gioventù, con atleti di caratteristiche diverse per potersi giocare le carte giuste. Come è accaduto nella lunga storia della squadra, che in quattro decenni ha lanciato sulle strade rosa e non solo fior di corridori, da Roberto Conti a Massimo Podenzana, da Alessandro Petacchi a Fabrizio Guidi, dal messicano Perez a Luca Mazzanti, fino ai più recenti Sonny Colbrelli, Giulio Ciccone e allo stesso Modolo. Tradizione ricca, che per qualità e valore dell’attuale squadra è destinata presto ad allungarsi.

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