Salvo poche eccezioni (leggasi Marr e alcune ditte fornitrici degli hotel) il bonus vacanze è ancora fermo al palo. Motivo? Le banche non lo accettano. Perché? Nel decreto governativo non è chiarito in quali capitoli di bilancio i singoli istituti di credito debbano inserire quanto riceveranno dagli albergatori. Risultato: gli operatori, già a corto di turisti, sono ancora più a corto di liquidi. "Un gatto che si morde la coda - sbotta la presidente dell’Aia Patrizia Rinaldis, reduce da un incontro incandescente organizzato in prefettura, l’altro pomeriggio, con Abi, banche locali, agenzia delle entrate, forze dell’ordine, Comune -. Recuperare...

Salvo poche eccezioni (leggasi Marr e alcune ditte fornitrici degli hotel) il bonus vacanze è ancora fermo al palo. Motivo? Le banche non lo accettano. Perché? Nel decreto governativo non è chiarito in quali capitoli di bilancio i singoli istituti di credito debbano inserire quanto riceveranno dagli albergatori. Risultato: gli operatori, già a corto di turisti, sono ancora più a corto di liquidi. "Un gatto che si morde la coda - sbotta la presidente dell’Aia Patrizia Rinaldis, reduce da un incontro incandescente organizzato in prefettura, l’altro pomeriggio, con Abi, banche locali, agenzia delle entrate, forze dell’ordine, Comune -. Recuperare nella dichiarazione dei redditi le somme che anticipiamo noi ai turisti in vacanza ha tempi biblici; pochi i fornitori che li accettano; contavamo sulle banche, zero. Vero che la norma è scritta male. Ma risale al 18 maggio. Un mese dopo, il 18 giugno, Federalberghi e Abi hanno firmato uin protocollo d’intesa sul bonus. Risultato? Siamo al punto di partenza, in una stagione già complicatissima. Il rischio è che qualcuno chieda soldi a soggetti non autorizzati". Tradotto: usura. Lo stesso prefetto Alessandra Camporota (lascerà Rimini a fine mese) ha raccolto il vero e proprio Sos degli operatori "in ordine alla fattiva possibilità di accesso al bonus vacanze, atteso che l’ormai avviata stagione turistica necessità di un sostegno reale che l’erogazione dello stesso renderebbe efficace per almeno il 30-40% delle prenotazioni".

"A 10 giorni dall’entrata in vigore del bonus - fa eco l’assessore Jamil Sadegholvaad - sono ancora troppe le difficoltà di gestione del dispositivo: non solo per i turisti che richiedono l’agevolazione – che comunque si ottiene solo dopo aver portato a termine una procedura complicatissima – ma soprattutto per gli albergatori, chiamati a fornire ai clienti lo sconto immediato sul servizio che poi recupereranno solo nei mesi successivi, come credito di imposta". L’assessore segnala che nell’incontro in prefettura sono emerse prospettive preoccupanti: "pare che per entrare a regime bisognerà attendere settembre, di fatto al termine di questa anomala stagione estiva e giocandosi tre dei sei mesi di validità del bonus. Se le città d’arte possono contare su un turismo annuale, per Rimini questo intralcio fiscale rappresenta l’ennesima beffa per un settore in evidente sofferenza. Ci sono le risorse, ma si impigliano nella rete della burocrazia: Rimini, la riviera, non può permettersi di perdere altro tempo". "Eventuali difficoltà dovranno essere superate urgentemente perché impattano in modo rilevante sul nostro territorio", dice il senatore Marco Croatti (M5S). "E’ un casino - taglia corto l’albergatore Enrico BIagini -, io lo accetto solo per soggiorni di almeno 15 giorni, o da chi spende oltre 1.000 euro. Non per vacanze brevi". "Io lo prendo anche da chi sta 4-5 giorni - fa eco Michela Vandi, hotel Haway -, ma i fornitori che li accettano da noi sono pochi, e non possiamo certo fare da banche agli ospiti". "Mi sono dato un tetto massimo di 15mila euro di bonus da accettare in stagione all’hotel Nelson - prosegue Gianmario Ferrari -, anche se è fondamentale l’adesione delle banche. Richieste? Tante, e quasi tutto lo chiedono. Concretezza per ora poca".

Mario Gradara