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9 apr 2022

Docce a tempo e climatizzatori ‘bloccati’

Le strategie degli hotel per limitare i consumi di energia. Molti installano i pannelli solari sui tetti degli alberghi

Daniele Berardi sul tetto dell’hotel La Perla. Ha prenotato nuovi pannelli fotovoltaici contro il caro energia
Daniele Berardi sul tetto dell’hotel La Perla. Ha prenotato nuovi pannelli fotovoltaici contro il caro energia
Daniele Berardi sul tetto dell’hotel La Perla. Ha prenotato nuovi pannelli fotovoltaici contro il caro energia

Dai climatizzatori ‘bloccati’ alle docce a tempo. Gli albergatori si attrezzano per fare fronte al caro energia, e le buone pratiche Green diventano oggi una necessità e non più un semplice modo di vivere il mondo. Un esempio? All’hotel Corallo di Rimini nelle ultime stagioni seguono una filosofia verde. La classica abitudine del cliente di ‘sparare’ l’aria condizionata in camera è un lontano ricordo. "Non si può fare – ci spiega il direttore Pietro Toscacci -. L’impianto è centralizzato il che significa che non è il cliente dalla singola camera a stabilire la temperatura. Questo sia in inverno che in estate per il raffrescamento". Se poi il turista intende mitigare l’atmosfera aprendo la finestra "allora l’aria condizionata si spegne automaticamente per evitare sprechi". Inutile dire che sul tetto c’è un impianto fotovoltaico in grado di generare un significativo apporto di energia "e collaboriamo con l’università di Bologna. Siamo in attesa dell’arrivo di un responsabile che verifichi quanto stiamo risparmiando rispetto alle emissioni di anidride carbonica. Oggi tanti parlano di ecosostenibilità, ma quando poi si tratta di agire e investire le cose cambiano". Sarà sufficiente ad arginare gli aumenti nelle bollette energetiche? "In realtà è impossibile stabilire quanto incideranno gli aumenti – ci spiega Daniele Berardi titolare dell’hotel La Perla a Bellaria -. Oggi ascoltiamo il premier Draghi dirci ‘o la pace o i climatizzatori’. Se la mettiamo sulla necessità di far finire la guerra è impossibile non dargli ragione, ma la situazione è difficile. Dopo due anni di pandemia ci ritroviamo in una condizione complicata senza sapere cosa ci attenderà".

L’hotel La Perla da tempo si è lanciato nella produzione di acqua calda da pennelli solari capaci di colmare l’80% del fabbisogno della struttura. "E a dicembre, non appena si è capito che i costi energetici si sarebbero alzati sensibilmente, abbiamo prenotato pannelli fotovoltaici per 17 KiloWatt. Ci siamo candidato al bando bonus 80% per gli hotel ma li monteremo anche se non dovesse arrivare il contributo". Per il resto ci sono le camere che, una volta uscito il turista, si regolano automaticamente riducendo i consumi, inclusi quello del frigo interno. Basterà? Difficile a dirsi tant’è che tanti hotel hanno già rivisto al rialzo i listini, "ma le tariffe le decide il mercato, non l’albergatore. Se non c’è richiesta è impossibile alzare i prezzi".

A volte non rimane che appellarsi al buon senso dei clienti. E’ quanto viene fatto al residence My Place di Rimini. "Quando arrivano i clienti gli spieghiamo la nostra filosofia Green – ci dice Anna Czyz -. l’approccio dell’individuo verso la natura e il risparmio energetico è fondamentale. C’è chi pensa di avere il freddo in stanza poi sta al sole in spiaggia e il giorno dopo ha il raffreddore. Noi glielo facciamo presente appena arrivano". Ma serve anche la tecnologia come i condizionatori che si spengono in automatico quando i clienti escono dagli appartamenti, le fotocellule che evitano luci accese quando non serve e le caldaie. "Ne abbiamo montate di ultima generazione, ed evitano gli sprechi. Farsi una doccia di un’ora è uno spreco, ed infatti l’acqua calda disponibile ha un tempo limitato, congruo ma limitato. Il cliente deve sentirsi parte di un progetto di rispetto della natura più ampio. Se non c’è educazione a questo non si possono limitare i consumi".

Andrea Oliva

© Riproduzione riservata

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