FRANCESCO ZUPPIROLI
Cronaca

La svolta nelle indagini: Louis Dassilva indagato per l’omicidio di Pierina. Sotto torchio in questura

Il vicino di casa è stato convocato nel pomeriggio, poco prima era arrivata la moglie. Ora la Procura potrà disporre gli accertamenti irripetibili eseguiti in questi otto mesi

Louis Dassilva, 35enne senegalese vicino di casa della vittima, è indagato. Nel riquadro, Pierina Paganelli

Louis Dassilva, 35enne senegalese vicino di casa della vittima, è indagato. Nel riquadro, Pierina Paganelli

Rimini, 7 giugno 2024 – Ci sono voluti otto mesi. Ma da ieri c’è un indagato per il delitto di Pierina Paganelli, la 78enne uccisa nel garage di casa in via del Ciclamino con 29 coltellate. A finire sotto la lente d’ingrandimento della Procura è Louis Dassilva, il 35enne metalmeccanico senegalese vicino di casa di Pierina, che ieri è entrato negli uffici della Questura come persona informata dei fatti e ha presto cambiato status in indagato per omicidio, dopo la comunicazione nei suoi confronti da parte del pm coordinatore dell’indagine Daniele Paci.

Dassilva, arrivato in piazzale Bornaccini intorno alle 18.30, è stato preceduto dalla moglie Valeria Bartolucci, anche lei sentita dagli investigatori come persona informata dei fatti. Il lungo confronto tra il 35enne e gli investigatori della squadra mobile, coordinata dal commissario capo Marco Masia, è andato avanti per ore nelle stanze della Questura, fino a tarda sera. Nel corso del confronto gli inquirenti hanno ripercorso ancora una volta i giorni del delitto con l’indagato. Si è tornati alla sera del 3 ottobre scorso, quando alle 22.10 Pierina, di ritorno da un incontro di preghiera, è andata incontro al suo carnefice. A una mano ignota che l’ha colpita e l’ha straziata con 29 coltellate mentre lei, Pierina, cercava disperatamente di difendersi, di sfuggire a quel destino.

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L’omicidio, consumatosi nel garage sotterraneo di via del Ciclamino 31, dove Pierina abitava sola, vicino al figlio Giuliano e alla nuora Manuela, a Louis Dassilva e Valeria Bartolucci, è stato l’inizio di un lungo lavoro di indagine. Un lavoro passato attraverso i rapporti personali di Pierina, gli accertamenti sul misterioso incidente del figlio Giuliano e sul rapporto extraconiugale tra Manuela Bianchi e Louis Dassilva.

Ma quelli che prima potevano sembrare solo sospetti, oggi per la prima volta sono diventati qualcosa di più, almeno nella mente degli inquirenti, che hanno deciso di iscrivere formalmente Dassilva sul registro degli indagati per l’omicidio di Pierina.

È una mossa importante nello scacchiere dell’inchiesta che, come prima conseguenza, consentirà alla Procura di disporre e di vedere eseguiti quegli accertamenti irripetibili che ancora mancano alla Babele di accertamenti compiuti in questi otto mesi. Dassilva, che al momento in cui si scrive, risulta indagato a piede libero, come altri sospettati aveva già fornito spontaneamente agli inquirenti campioni del proprio Dna, utili a una eventuale comparazione con le tracce biologiche ritrovate sul corpo di Pierina dopo il delitto, che sono ancora lì in attesa di vedersi attribuita una paternità.

Difeso dall’avvocato Riario Fabbri, Dassilva risulta il solo indagato per il momento. Mentre la compagna Valeria, difesa sempre dall’avvocato Fabbri, anche se ascoltata in Questura non ha mutato il proprio status di persona informata sui fatti. Ai giornalisti assiepati ieri ai piedi degli uffici di polizia si è rivolto il questore di Rimini, Olimpia Abbate, che ha chiarito: "Per arrivare a questo punto è servito tempo, perché le tecniche impiegate sono molto complesse. Questa è comunque una risposta importante alla cittadinanza e alla città che a buona ragione chiedono piena luce sul caso". E ancora: "I tempi lunghi dell’indagine? Sono quelli necessari per i casi complessi, in cui come questa volta non ci sono testimoni. Il cadavere è stato ritrovato la mattina dopo il delitto. Noi stiamo lavorando e continuiamo a lavorare con tutte le forze e per la definitiva risoluzione del giallo".