"Siamo stati presi in giro. Si sono approfittati del nostro nome per vendere merce cinese quando ci era stato assicurato dovesse trattarsi di prodotti artigianali sartoriali locali". Sauro Pari presidente di fondazione Cetacea ha lanciato il messaggio anche sui social. In estate un brand nascente si è avvicinato alla Fondazione proponendo un accordo che prevedeva l’utilizzo del nome di Cetacea in un progetto di vendita ai clienti che includeva di destinare il 10% degli acquisti alla stessa Fondazione. "Si sono presentati come una società emergente fatta di giovani, ci hanno presentato anche una loro stilista. Poi grazie a una segnalazione che ci è giunta e che ringraziamo, abbiamo visto che in realtà i prodotti artigianali che ci erano stati presentati non esistevano, la merce era cinese ed arrivava direttamente dalla Cina rivenduta a prezzo molto più alti. A quel punto li abbiamo diffidati ad usare il nostro nome, cosa che ho visto è accaduta sul sito, e a rimborsare gli acquirenti per la merce vendita".