Rovigo, 4 maggio 2018 - Ammesso il concordato in continuità della Guerrato Spa. Oggi il giudice del tribunale di Rovigo, Mauro Martinelli, ha firmato il decreto. Il piano dell’azienda prevede di pagare in periodo di tempo fissato una percentuale dei debiti che ha accumulato. Saranno i creditori, tra qualche mese, riuniti in adunanza, ad accettare o a rifiutare.

In caso di bocciatura per la storica società impiantistica di Rovigo la fine sarà il fallimento. Altrimenti la Guerrato continuerà ad operare nel tentativo di pagare la percentuale di debiti accettata dai creditori con la supervisione dei commissari (avvocati i commercialisti) nominati dal giudice l’anno scorso.

È però certo che in questi mesi si sono fatti avanti diversi soggetti interessati a rilevare la società, attratti dalle grosse commesse pubbliche ancora in mano alla Guerrato. Si tratta di aziende ma anche di fondi di investimento, uno dei quali radicato in Veneto. L’ammissione del concordato era per tutti una precondizione necessaria per formalizzare le offerte che nei prossimi giorni potrebbero palesarsi.

Il decreto che ammetteva il concordato "in bianco" chieso dalla Guerrato Spa era del 28 luglio 2017. L’azienda aveva accumulato un debito di circa 60 milioni di euro nei confronti dei fornitori. Gli istituti di credito per dare una mano auspicavano nel congelamento della situazione. Cioè in quei sei mesi, poi diventati nove, nei quali l’apertura del concordato "in bianco" blocca le istanze dei creditori. Niente esecuzioni mobiliari e immobiliari e niente pignoramenti.

Al colosso rodigino dell’impiantistica erano arrivati diversi decreti ingiuntivi. Una parte dei 400 piccoli e medi creditori voleva incassare. Ma la Guerrato era a corto di liquidità. Dei 60 milioni di passivo, circa 37 erano verso i fornitori di energia. L’azienda rodigina vanta però commesse pubbliche per centinaia milioni: Consip, ospedali, Cento Stazioni e Grandi Stazioni.