In prefettura la firma pro Ikea
In prefettura la firma pro Ikea

Rovigo, 18 maggio 2018 - Mercoledì è arrivato il progetto dei bacini di laminazione. Giovedì scorso era stato depositato quello delle opere civili. Così ieri, in prefettura, è stata firmata la convenzione tra il Comune ed i soggetti privati, cioè le aziende presenti in «Macroarea» coordinate da Confindustria.

Il risultato finale sarà la realizzazione delle opere di urbanizzazione che ancora mancano nella macroarea industriale di Villamarzana e Arquà. In sostanza il Comune arquatese metterà 580mila euro a disposizione dei privati per realizzare i lavori, 100 mila quest’anno e 80 mila nei successivi. In proprio, invece, Arquà realizzerà la bretella di accesso alla Transpolesana che costerà circa 275 mila euro. Una decina di giorni fa il tavolo in prefettura era stato rimandato perché il sindaco di Arquà, Chiara Turolla, aveva preteso che i progetti fossero agli atti negli uffici del proprio Comune, prima di firmare una convenzione che impegnava economicamente l’amministrazione di cui è responsabile. Questo fatto aveva scatenato reazioni politiche a vario livello, partendo dai componenti dell’opposizione arquatese fino ad arrivare alla senatrice Roberta Toffanin, padovana di Forza Italia, passando per i sindacati: Cgil, Cisl e Uil. Erano tutti in allarme ritenendo che il sindaco Turolla stesse facendo correre il rischio all’intera provincia di Rovigo di far scappare un investimento di Ikea, il colosso svedese dell’arredamento, da milioni di euro.

In realtà Ikea ha acquistato 37 ettari in macroarea dieci anni fa a circa 15 milioni di euro. L’anno scorso le era scaduto il permesso di costruire ed ha chiesto il rinnovo. Ma il colosso svedese non ha ancora dichiarato ufficialmente di voler costruire né ha fissato una data nella quale ha intenzione di aprire il cantiere. Pare che voglia realizzare un capannone lungo quasi un chilometro, un magazzino per la logistica. Ma è una voce che gira da almeno 10 anni. Di sicuro Ikea vuole avere tutte le carte in regola, in modo che sia tutto pronto qualora abbia intenzione di realizzare la cubatura. A partire dai bacini di laminazione, cioè la garanzia di non convivere con il rischio allagamenti. Bacini che il Genio Civile, ente regionale, ha obbligato ad inserire, dei quali il progetto è arrivato soltanto due giorni fa. Se la macroarea industriale è ancora praticamente vuota a quasi 20 anni dalla nascita le cause sono certo molte. Ma ha sicuramente influito anche il fatto che la società nata per gestire la zona artigianale, Iniziative immobiliari industriali (anche detta I3), costituita nel 2000, è fallita il 29 gennaio 2015 senza aver realizzato le opere di urbanizzazione. Eppure l’accordo che I3 aveva con il Comuni di Arquà e Villamarzana prevedeva che I3 non avrebbe pagato gli oneri in cambio della realizzazione delle opere civili. Questo ha consentito ai comuni di Arquà e Villamarzana di incassare una polizza fidejussoria di circa un milione di euro a testa (1,2 milioni ad Ikea erano stati incassati da Ikea).