Il presidente Luigi Veronese, 59. anni, di Porto Viro
Il presidente Luigi Veronese, 59. anni, di Porto Viro
Se si parla di pallavolo in Polesine, a certi livelli, due sono i riferimenti. Uno passato, e uno presente. Alzi la mano chi ricorda la Sicc Rovigo, squadra di pallavolo maschile che nella stagione 1993-‘94 vinse la serie B2, poi la B1 per arrivare a disputare la A2. Tre anni di successi, palazzetto dello sport di Rovigo pieno, entusiasmo alle stelle, con l’arrivo di giocatori del calibro di Rodolfo Cavaliere palleggiatore proveniente dalla Sisley Treviso, Stefano Cantagalli, centrale di ruolo, fratello di quel Luca che con la nazionale di Velasco vinse tutto, o di Roberto Mazzali, schiacciatore di Reggio Emilia, che arrivò a Rovigo scendendo dalla serie A1 (Spoleto). E come dimenticare il...

Se si parla di pallavolo in Polesine, a certi livelli, due sono i riferimenti. Uno passato, e uno presente. Alzi la mano chi ricorda la Sicc Rovigo, squadra di pallavolo maschile che nella stagione 1993-‘94 vinse la serie B2, poi la B1 per arrivare a disputare la A2. Tre anni di successi, palazzetto dello sport di Rovigo pieno, entusiasmo alle stelle, con l’arrivo di giocatori del calibro di Rodolfo Cavaliere palleggiatore proveniente dalla Sisley Treviso, Stefano Cantagalli, centrale di ruolo, fratello di quel Luca che con la nazionale di Velasco vinse tutto, o di Roberto Mazzali, schiacciatore di Reggio Emilia, che arrivò a Rovigo scendendo dalla serie A1 (Spoleto). E come dimenticare il russo Sergey Gorbunov, di Gorki, un omone di 2metri, schiacciatore, classe 1970 che partecipò e vinse gli Europei 1991 con l’ Unione Sovietica. Ricordi, appunto. Il presente porta il nome di Delta Group, squadra di Porto Viro, campionato di serie A2. Una società che sotto la presidenza di Luigi Veronese, nel giro di dieci anni, ha letteralmente bruciato le tappe. Cinquantanove anni, di Porto Viro, titolare di un’agenzia di pratiche automobilistiche, ha preso in mano una società che era in serie D nel 2012 (il Volley Porto Viro) e con lungimiranza, programmazione e un pizzico di ambizione, l’ha portata nel circuito del professionismo. "L’ambizione non è un sentimento da mediocri – dice Veronese –. Non è una massima mia, ma mi piace riportarla. Credo però, che l’ambizione deve combaciare con un progetto condiviso, perché solo così poi si può crescere". E proprio da lì è partito Veronese, coinvolgendo gli stessi giocatori nel suo progetto di crescita pallavolistica. Giocatori e allenatori che in questi 9 anni a Porto Viro, hanno trovato una società organizzata nei minimi dettagli, dalla comunicazione alla gestione dei rapporti con amministratori e sponsor. "Tutte le persone che in questi anni sono passati a Porto Viro mi hanno insegnato qualcosa. Di pallavolo non ne sapevo molto ed è stato bello poter crescere assieme a loro. Come non ricordare gli allenatori Veronese, Falcini e i professori Di Pietro e Zambonin, attuale direttore tecnico della società. Ciò che più mi inorgoglisce è il fatto che in ambito federale, il nome di Delta Group Porto Viro sia ben visto, quasi preso da esempio visto il percorso della società, e mi piace condividere questo successo con lo staff che quotidianamente lavora per mantenere ciò che si è costruito. E’ bello sapere che ci sono giocatori che vogliono venire a giocare da noi, per la serietà della società". Una società che è cresciuta anche nel settore giovanile. "Abbiamo investito molto anche in questo, dice Veronese, dal punto di vista tecnico e di collaborazioni con le altre società, che reputo fondamentale". Lo sport a questi livelli è un bel veicolo di promozione. "Assolutamente sì. In questi ultimi anni abbiamo giocato in varie parti d’Italia, e sono venuti a giocare a Porto Viro squadre da Cuneo, Brescia, Reggio Emilia, Siena, facendo quindi promozione turistica del nostro Polesine e del Delta del Po. Questo è importante anche per i nostri sponsor che ci accompagnano in questo percorso". Dalla serie D alla serie A2. Nel mirino c’è qualcos’altro? "Sono contento del percorso che abbiamo fatto e l’intenzione è quello di consolidarlo. Il campionato di A2 sappiamo che è competitivo e noi vogliamo starci, divertendoci, perché alla base ci deve essere anche questo. Quindi, l’obiettivo è quello di confermarci in questa serie e poi mai dire mai".

Cristiano Aggio