Da sinistra Alberto Lipparini (segretario generale Assosementi), il sottosegretario Andrea Costa e il presidente Giuseppe Carli
Da sinistra Alberto Lipparini (segretario generale Assosementi), il sottosegretario Andrea Costa e il presidente Giuseppe Carli
di Marco Principini Un miliardo di euro di fatturato annuo, 208mila ettari di superfici destinate alla produzione delle sementi ufficialmente certificate nel 2020 e 33mila ettari destinati alle sementi orticole, 19mila agricoltori coinvolti a livello nazionale nella moltiplicazione. Sono i numeri del settore sementiero italiano, resi noti nel corso del convegno "Assosementi: 100 anni di innovazione per un futuro sostenibile" con cui l’associazione che rappresenta le aziende sementiere italiane ha celebrato a Bologna il suo...

di Marco Principini

Un miliardo di euro di fatturato annuo, 208mila ettari di superfici destinate alla produzione delle sementi ufficialmente certificate nel 2020 e 33mila ettari destinati alle sementi orticole, 19mila agricoltori coinvolti a livello nazionale nella moltiplicazione. Sono i numeri del settore sementiero italiano, resi noti nel corso del convegno "Assosementi: 100 anni di innovazione per un futuro sostenibile" con cui l’associazione che rappresenta le aziende sementiere italiane ha celebrato a Bologna il suo centenario.

Ad aprire i lavori i messaggi del ministro delle politiche agricole, alimentari e forestali Stefano Patuanelli e del presidente della Regione Emilia-Romagna Stefano Bonaccini. "Il settore agroalimentare – ha detto Patuanelli – è protagonista e artefice di un cambiamento che investe l’intero tessuto produttivo italiano. Di fronte a questo scenario il contributo del comparto sementiero, quale primo anello della filiera produttiva agricola, è decisivo. Si tratta – ha aggiunto il ministro – di un settore costantemente proteso in avanti, grazie a un’incessante attività di ricerca e innovazione: un’azione volta a valorizzare le varietà del passato e a svilupparne di nuove, anche grazie all’uso delle moderne tecnologie, nell’ottica di un progressivo miglioramento delle potenzialità produttive e delle capacità di difesa delle piante nei confronti delle avversità biotiche e abiotiche. È importante a tal proposito, che sia garantito, sia a livello europeo che nazionale, un quadro normativo aggiornato e più specifico, che tenga conto del progresso tecnologico registrato negli ultimi anni". A esempio, nel campo delle NGts, come sottolineato dal Coordinatore S&D Commissione Agricoltura e Sviluppo Rurale Paolo De Castro, "ci auguriamo che la Commissione Europea possa elaborare al più presto una nuova regolamentazione che distingua nettamente tra transgenesi e mutagenesi. L’innovazione in campo sementiero deve essere resa fluida, per dare vita a nuove varietà che siano capaci di combattere le malattie delle piante per via genetica e non chimica".

"La filiera agricola rappresenta da sempre la spina dorsale dell’economia emiliano-romagnola e continueremo a sostenerla. L`Emilia-Romagna è stata la prima regione italiana a ricevere il via libera della UE al Programma di Sviluppo Rurale per il 2021-22: oltre 400 milioni di euro – ha evidenziato Bonaccini – il 35% in più rispetto al passato, saranno dedicati alle imprese, all`innovazione, ai giovani e alla buona occupazione. Ci sono tutte le premesse perché questi anni rappresentino una svolta decisiva e sono certo che dalla vostra associazione giungerà un contributo importante, come è sempre stato".