MARIO TOSATTI
Cosa Fare

Loggia di Palladio a Venezia: cosa vedere nelle sei nuove sale

Nuovo allestimento scientifico delle collezioni delle Gallerie dell’Accademia con un inedito percorso espositivo dedicato al Cinquecento veneto. Fino al 17 maggio esposto Il miracolo dell’acqua, in prestito dal Castello Reale di Varsavia

Percorso inedito con 6 nuove sale nella loggia palladiana alle Gallerie dell'Accademia a Venezia

Percorso inedito con 6 nuove sale nella loggia palladiana alle Gallerie dell'Accademia a Venezia

Venezia, 18 marzo 2023 – É possibile visitare un inedito percorso espositivo alle Gallerie dell'Accademia di Venezia, che amplia il panorama della pittura veneta del Cinquecento con l'apertura di sei nuove sale poste lungo la splendida loggia, spazio dall'eccezionale pregio architettonico, realizzato su progetto di Andrea Palladio.

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50 opere d’arte

Riaperta il 28 aprile 2021, dopo un restauro di due anni, la loggia viene ora riallestita con 50 opere d’arte, tra cui alcune presentate per la prima volta, che raccontano un periodo importante dell’arte veneta e italiana, che va dai primi decenni del Cinquecento fino ai primi anni del Seicento. Per l’occasione alcuni dipinti sono stati sottoposti a interventi di manutenzione straordinaria realizzati in parte dalle funzionarie restauratrici interne al museo, Francesca Bartolomeoli e Cristiana Sburlino, e in parte da ditte private.

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Ecce Homo: inediti di Jacopo Bassano

Per la prima volta nella storia delle Gallerie viene dedicato un intero spazio alla produzione di Jacopo Bassano e della sua fiorente bottega, con capolavori come l’Ecce homo e il Riposo dalla Fuga in Egitto, mai esposti prima d’ora, o il Miracolo dell’acqua in prestito dal Castello Reale di Varsavia.

Un nuovo percorso artistico

È un’iniziativa di cruciale importanza per questa istituzione perché rappresenta il quarto allestimento scientifico delle collezioni. "L’attuale apertura di nuove sale”, osserva il direttore Elia Manieri, “va considerata nel quadro complessivo dell’opportunità unica di ripensare il percorso storico-artistico, sanando alcuni passaggi o nodi critici nella costruzione narrativa. Un’occasione per dare alle raccolte del museo nuova chiarezza e coerenza espositive, in linea con la storia e la missione educativa originaria delle Gallerie dell’Accademia”. La loggia palladiana si apre con una sequenza ritmica e suggestiva di dipinti di Bonifacio de’ Pitati (sala XII), che segna un rinnovato approccio alla prolifica e rilevante produzione dell’artista veronese che nel secondo quarto del Cinquecento diresse una delle più affermate botteghe veneziane del tempo.

Cosa vedere nella Loggia Palladiana

Il visitatore potrà immergersi nel clima religioso della Brescia degli anni dieci e venti del Cinquecento con suggestive opere devozionali. Il lungo soggiorno lombardo di Lorenzo Lotto, veneziano di nascita, giustifica la collocazione all’interno di questa sala del suo straordinario Ritratto di giovane gentiluomo, ricollocato qui dalla sala IX, al fine di aumentarne la visibilità e dare all’opera la posizione di rilievo che merita, coerentemente con il percorso della loggia. Le successive sale (XIV e XIVa) vengono, per la prima volta nella storia del museo, interamente dedicate a Jacopo Bassano e alla sua fiorente bottega, gestita dai figli Francesco e Leandro. Un’importante selezione di capolavori quali San Dionigi tra i santi Eleuterio e Rustico riceve la comunione e San Girolamo e la Madonna in gloria, sono arricchiti ulteriormente dall’arrivo de Il miracolo dell’acqua, eccezionale tela in prestito dal Castello Reale di Varsavia fino al 17 maggio 2023. Tra gli esempi più riusciti della produzione della bottega, mai esposta prima d’ora, una splendida e sensuale Lucrezia di Leandro. Le ultime due sale del percorso (XV e XVI) offrono un’esemplificazione del panorama artistico lagunare di tardo Cinquecento e primo Seicento, dominato dalla rielaborazione della grande tradizione cinquecentesca di Tiziano, Veronese, Tintoretto, di cui si fanno principali interpreti Palma il Giovane e Padovanino.

La tradizione di Tintoretto

Questa è rappresentata dai due grandi teleri di Domenico Tintoretto con i Ritratti dei confratelli della Scuola dei mercanti, una delle più significative prove della ritrattistica veneziana tardo cinquecentesca. Reca preziosa testimonianza delle presenze "foreste" nelle collezioni veneziane seicentesche, contributo importante ad aggiornare il panorama artistico locale, l’emozionante San Francesco di Annibale Carracci, che torna visibile al pubblico dopo un lungo periodo, con splendide espressioni di vivo naturalismo dall’intrigante simbologia e un suggestivo brano di natura morta dagli evidenti influssi della scuola veneziana.

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Riallestimento del museo

È stato inaugurato giovedì 16 marzo 2023, alla presenzia di Giulio Manieri Elia, direttore delle Gallerie dell’Accademia, e Luigi Brugnaro, sindaco di Venezia, un inedito percorso espositivo alle Gallerie dell’Accademia di Venezia, che amplia il panorama della pittura veneta del Cinquecento con l’apertura di sei nuove sale poste lungo la splendida loggia palladiana, spazio dall’eccezionale pregio architettonico, realizzato su progetto di Andrea Palladio. In occasione dell’inaugurazione della loggia, sono stati previsti due intermezzi musicali eseguiti dagli allievi del dipartimento di musica antica del Conservatorio ‘Benedetto Marcello’ di Venezia.

Il riallestimento della collezione al primo piano (dalla XII alla XVI), condotto secondo il progetto scientifico curato da Roberta Battaglia e Giulio Manieri Elia, con la collaborazione di Michele Nicolaci, segna, dopo il riallestimento dell’intero piano terra (sale 1-13) e delle sale del Rinascimento al primo piano (sale VI-XI), un ulteriore significativo passo avanti nella revisione complessiva del percorso del museo. Le sale, sottoposte in precedenza a lavori di restauro architettonico diretti dall’arch. Ilaria Cavaggioni per il Segretariato regionale del MiC per il Veneto, sono state allestite, sotto la direzione dei lavori dell’arch. Elena Azzolin, secondo il progetto dell’arch. Maria Antonietta De Vivo.  

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