Bologna, 31 agosto 2017 - Non si può certo dire che manchi l’atmosfera, nei brani dei Marble House. Ovvero ‘casa di marmo’, come un mausoleo, un luogo degno da cui guardare il mondo attorno carichi di sensazioni. Bolognesissime le origini della band che – riportano i protagonisti – “nasce in una sera d’estate del 2012”, mentre invece stile, sonorità e suggestioni sanno in tutto e per tutto d’America, di campi lunghi, immagini in time lapse e attitudini del miglior pop-rock. Merito di una tastiera (sui tasti e alla voec c’è Luca Tommasini) che sa restituire purezza alle composizioni. Il piano, va detto, è protagonista assoluto di “The last 48 hours”, senza dubbio il brano più riuscito, capace più del resto del repertorio di testimoniare una maturità compositiva e la capacità dei Marble House di cercare e trovare soluzioni originali e arrangiamenti professionali.

Censimento musicale, il regolamento. Ecco come partecipare

Ma i Marble house hanno anche un’altra faccia, più dura e progressive, un ‘lato B’ in realtà più preponderante nei brani proposti, iconizzato dall’altra voce del gruppo, il bassista Matteo Malacarne, protagonista con Giacomo Carrera (batterista e ideatore del progetto assieme a Filippo Selvini, poi uscito dal gruppo), di “Light pollution”, un brano strumentale che ammicca al metallo e all’anima più dark della band. Chiude il collettivo Daniele Postpischl, la cui chitarra apre “Riding in the fog”, un pezzo di rock alternativo dai suoni rarefatti e la voce sussurrata. Ed è sempre la chitarra – questa volta acustica –, a farla da padrona in “Reverie”, interessante soprattutto per la prova della sezione ritmica.

Troppi strumentali, scelta obbligata dalla defezione del primo frontman, che qualche mese fa, si legge nella biografia della band, ha difatto bloccato i lavori di realizzazione del primo album. Per fortuna restano i live. Come Suona Bologna, la staffetta musicale che vedrà i Marble House protagonisti in porta San Vitale, dalle parti dell’edicola Carella, il 10 settembre lungo il percorso della Run tune Up, a dare la carica ai corridori con brani sbilenchi e carichi come “To make ends meet”, raggiante prova di batteria e di chitarra in gran spolvero. Provare per credere il 10 settembre, a partire dalle 9 e fino al termine della corsa, e poi insieme con altre band, tra le 15.30 e le 18.30 in piazza Re Enzo, frontalmente a via Rizzoli, a fianco del gazebo di Ageop, alla cui raccolta fondi è dedicata la rassegna musicale organizzata da Beat-Bit Music School.

LA SCHEDA

Chi sono: Marble House

All'anagrafe: Leonardo Tommasini: voce e tastiere,  Matteo Malacarne: voce e basso, Daniele Postpischl: chitarra tastiere, effetti; Giacomo Carrera, batteria e percussioni

Data di nascita: estate 2012

Per ascoltarli: https://soundcloud.com/marble-house-820863633