Budrio (Bologna), 28 marzo 2017 - Tutti sembrano di buonumore, nel cuore del centro di Budrio. Forse complice la bella mattinata di sole, in tanti passeggiano per le vie del paese, si danno appuntamento davanti alla chiesa, nella piazza dedicata a Quirico Filopanti. E qui trovano la Stelvio, concessione di Car Alfa Romeo, che anche oggi è tornata assieme ai cronisti de il Resto del Carlino per chiacchierare con i residenti, raccogliere impressioni, commenti e perché no, anche lamentele. Quest’ultime però, a conti fatti, sembrano non esserci. Perché a Budrio, come dice Maurizio Cesari, che ha 60 anni tutti trascorsi qui, «si sta benissimo». Maurizio fa l’agricoltore, come suo padre e suo nonno prima di loro.

«Questo è ancora uno di quei posti, quasi scomparsi, in cui ci si conosce tutti, si è coesi, c’è una vera comunità unita» racconta Cesari, che a tal punto ama il proprio borgo natìo che non ha dubbi: «Con alcuni colleghi sono stato a diverse fiere agricole in giro per l’Europa e devo dire che Budrio è più bella di tante città molto più grandi e famose». E che tutti si conoscano è subito evidente: non c’è nessuno che, attraversando la piazza, non si fermi a salutare o scambiare due chiacchiere con chi incontra. Tra i presenti c’è Alessio Cassanese, musicista per passione e venditore di professione, che guardando la statua di Filopanti che troneggia sull’omonima piazza davanti al Comune sorride: «Quando andavo alle medie, abbiamo fatto un disegno che ritraeva questa piazza e il palazzo del Comune: siamo stati talmente bravi che la foto andò sul Carlino... è uno dei ricordi che conservo con più affetto». Assieme a un altro, certo più ‘movimentato’: «Ci riempì di orgoglio il concerto dei Ramones, un gruppo punk americano che negli anni Novanta – prosegue Cassanese –, che dopo avere cancellato tappe in città ben più importanti come Palermo e Milano, venne proprio a Budrio, scatenando il delirio tra i fan...».

«Abbiamo le scuole, un teatro bellissimo, in estate aprono persino la piscina – è soddisfatta Cesarina Tedeschi, 64 anni –. A Budrio non manca proprio niente e non c’è criminalità, perciò siamo tutti molto tranquilli. Tant’è che anche mio figlio ha scelto di rimanere a vivere qui e crescere in paese le sue due bambine». Moreno, riunito in piazza con alcuni amici, a Budrio abita da appena due anni, ma non la cambierebbe con nessun altra città: «Dall’ospedale alle poste, dai parchi alle associazioni di volontariato, c’è tutto il necessario – assicura –. E quando ho chiesto di togliere i gradini per accedere ai portici, sono stato accontentato». Ma qualche protesta c’è: un gruppo di residenti si lamenta per il troppo rumore notturno, dovuto ai locali presenti in via Marconi.