Bologna, 1 gennaio 2016 - Sono oltre duemila i partecipanti alla marcia per la pace 2016. Un fiume colorato di persone, molti i cattolici ma molti anche gli islamici e i rappresentanti di altre religioni, che si è dato appuntamento alle 15 in piazza VIII agosto per raggiungere poi in corteo il cortile di Palazzo d’Accursio.

In prima fila il vescovo, monsignor Zuppi, che ha percorso gran parte del tragitto dando la mano a un bambino di nome Matteo, come lui. “E’ una marcia bellissima – ha detto poi Zuppi nel suo discorso -. Ed è normale che non ci siano distinzioni tra religioni, poiché la pace è unica”.

Gli fa eco il sindaco, Virginio Merola, che al termine del corteo ha rilanciato gli sforzi della comunità bolognese per la pace: “E’ giusto impegnarsi per la pace: così facendo, Bologna abbraccia la sua Storia”.

In prima fila nel corteo anche Yassine Lafram, coordinatore della comunità islamica di Bologna, che al termine della processione, in Comune ha chiuso le porte a ogni forma di estremismo eversivo: “Il terrorismo non ha religione, quindi non ha nulla a che vedere con l’Islam”.