Bologna, 19 maggio 2017 - Poltrone vuote nella seduta odierna del "Questione time". Il momento di confronto tra amministrazione e consiglieri comunali, solitamente basato sui temi di attualità che emergono quotidianamente dai giornali, ha visto la totale mancanza di assessori,tra lo stupore generale delle varie fazioni.

Le domande di chi rappresenta i cittadini non trovano così risposte, che dovranno comunque essere inviate in forma scritta ai vari consiglieri, con una tempistica che solitamente si aggira attorno alle due settimane. Questi gli interventi dell'ordine del giorno sui temi di attualità: gli sviluppi della corsia motorabile di via San Felice; la gestione del polo culturale di vicolo Bolognetti; lo sgombero dell'immobile di via Fioravanti "Xm24"; il rapporto tra Teatro comunale e filarmonica; l'apertura delle scuole materne nel mese di luglio e, ancora, la situazione di piazza Verdi e quella degli immobili di via Gandusio.

"Assurdo che le domande dei cittadini non trovino risposta e nemmeno un momento di ascolto da parte degli assessori", commentano in coro le opposizioni. In particolare il consigliere Giulio Venturi, di Insieme Bologna, che ha postato sul proprio profilo Facebook una foto per immortalare i seggiolini lasciati vuoti dalla giunta. "Gli assessori sono pagati e non degnano nemmeno della loro presenza - si arrabbia Venturi, in un intervento a margine della seduta -. Trovo francamente assurdo che nell'unico incontro settimanale di confronto diretto, le questioni che interessano alla cittadinanza non vengano neanche ascoltate. Tra l'altro, i ritardi che riguardano i tempi delle risposte scritte sono sempre più frequenti".

Da considerare anche il costo economico del question time. "I consiglieri ricevono il proprio gettone per la presenza - sottolinea Venturi -, con un costo che supera i 70 euro. Con la presenza di almeno una ventina di consiglieri, per una seduta come questa se ne spendono circa 1.500".

Ma l'imbarazzo è palpabile anche tra i consiglieri dem. Tutto questo dimostra che tra Giunta ed aula "c'è un po' di distacco", che andrebbe ricucito con un "maggior dialogo", dichiara la consigliera di maggioranza Amelia Frascaroli, assessore nello scorso mandato, lasciando l'aula del Consiglio. "Avrei avuto piacere come tutti di poter interloquire direttamente con la Giunta su un tema così caldo", ricara Simona Lembi (Pd), che per il Question time aveva preparato una domanda sulle problematiche di piazza Verdi.

Dallo staff del sindaco Virginio Merola, intanto, si fa sapere che il primo cittadino aveva un impegno istituzionale e cioè la consegna del Nettuno d'oro al reggimento Orione dell'Esercito. Lo stesso vale per la vicesindaco e assessore alla Scuola, Marilena Pillati, impegnata in una cerimonia al cimitero dei polacchi. L'assessore alla Promozione della città, Matteo Lepore, in agenda aveva un convegno sul turismo. Mancava dall'aula anche il suo collega con delega alla Sicurezza, Riccardo Malagoli, solitamente sempre presente e molto attivo nelle sedute di Question time: stamattina doveva partecipare a un seminario sulla sicurezza urbana a Rimini e di ciò  si era preventivamente scusato già la scorsa settimana. Gli altri assessori interessati dalle domande di oggi erano Irene Priolo (Mobilita') e Virginia Gieri (Casa). Quest'ultima è arrivata a Palazzo D'Accursio a seduta ormai finita: "Avevo da fare, ho finito adesso". In aula c'era solo l'assessore Zaccaria (Pari opportunità), che però non aveva domande a cui rispondere.

"La giunta assente? Casi come questi si contano su una mano...", minimizza il capogruppo Pd Claudio Mazzanti che invita però i gruppi di minoranza a fare proposte per riformare (o al limite abolire) l'attuale question time, se non sono soddisfatti di come funziona. "Stiamo rivedendo il regolamento, anche questa è una materia che verrà trattata - assicura il democratico - Noi non abbiamo problemi, ma ricordo che questo meccanismo è stato fortemente voluto dalle minoranze. Se il question time va eliminato? E' uno strumento di lavoro come altri. Per me è uno strumento utile, ma se si decide di eliminarlo bisogna trovare uno strumento che dia gli spazi ai consiglieri per poter interloquire con l'amministrazione. Poi che la risposta sia diretta o scritta non ha importanza".