Imola (Bologna), 28 novembre 2017 - Il futuro dell’ormai famigerato condominio di via Giovanni X resta un grosso punto interrogativo. A quasi cinque anni dalla sua inaugurazione, avvenuta a ridosso delle elezioni amministrative del 2013, nel grande stabile che qualche tempo fa si era guadagnato l’appellativo di ‘fantasma’ gli spazi vuoti sono ancora tanti. Troppi.

A denunciare quanto accade in fondo alla zona di Montericco, una situazione stigmatizzata a più riprese in passato dalle forze di opposizione, è ancora una volta lo Sportello Antisfratto. Il gruppo di attivisti imolesi che si battono per il diritto alla casa parla infatti di «scandalo che continua» e punta il dito contro l’operato di un’amministrazione comunale «recidiva nei propri errori».

A oggi, secondo i calcoli dello Sportello Antisfratto, «34 alloggi a canone calmierato, sui 43 iniziali» sono infatti «vuoti e mai stati utilizzati». A questi si sommano, nello stesso palazzo, «altri 12 alloggi destinati da Acer alla vendita – aggiungono dal gruppo di attivisti – ma ancora sfitti».

Un'avventura nata sotto una stella sbagliata, quella di via Giovanni X. Cominciata nel 2008, si era arenata proprio nel 2013 a causa del fallimento della ditta costruttrice. Ditta che non era riuscita a terminare il cantiere nonostante avesse realizzato oltre il 90% delle opere, con infissi e porte già installati. La situazione si è sbloccata nel 2014, mentre l’anno dopo sono cominciate le prime assegnazioni. Da allora, però, le cose sono andate decisamente a rilento.

«Anche l’ultimo bando di quest’anno per il canone calmierato – ricostruiscono dallo Sportello Antisfratto – si sta rivelando un disastro: solo sette domande nuove ammesse nella graduatoria provvisoria. Forse l’assessore alla Casa, Roberto Visani, non si è ancora accorto, dopo ormai cinque anni, che i bandi vanno anno dopo anno praticamente deserti per colpa di affitti in massima parte compresi tra i 350 e i 430 euro, ovvero prezzi di mercato che di ‘calmierato’ non hanno nulla».

Ormai però, secondo gli attivisti, «non si tratta più di ingenuità, ma di malafede. Con l’attuale ritmo di nove assegnazioni in quasi cinque anni, forse prima del 2035 si riuscirà a riempire il condominio?», si chiedono dallo Sportello Antisfratto. E aggiungono: «Ci domandiamo cosa sono stati costruiti a fare se poi vengono lasciati vuoti, mentre non accenna a diminuire il numero degli sfratti e delle persone che rimangono senza casa».

Una possibilità, però, assicurano gli attivisti, ci sarebbe ancora: una «soluzione semplice e degna di un’amministrazione comunale realmente interessata a risolvere l’emergenza abitativa». Quale? «Assegnare come case popolari – auspicano dallo Sportello Antisfratto – gli alloggi sfitti da cinque anni in via Giovanni X».