Pesaro, 17 dicembre 2017 - «Se devo scegliere tra sindaco e parlamentare, scelgo di fare il sindaco». Parole di Matteo Ricci. Ieri, nel dialogo alla città all’ex Pescheria, intervistato dal capo-servizio del ‘Carlino’ Pesaro Luigi Luminati, il sindaco ha quindi scartato l’ipotesi di candidarsi alle elezioni Politiche. E se dovessero arrivare pressioni dal segretario nazionale del Pd Matteo Renzi? Ricci non crede che ci saranno, ma aggiunge: «Dopo di che, sono parte di una squadra». In questo momento, la questione non si pone: il sindaco è incandidabile perché per legge si sarebbe già dovuto dimettere, ma a Roma si sta ragionando su un emendamento alla legge di bilancio che lo rimetterebbe in gioco: «Non credo che cambierà la legge – ha detto il sindaco – e, comunque, chi mi conosce sa che non me ne frega niente di fare il parlamentare, mi interessa fare contare questa città. Posso continuare a fare il sindaco e avere nel contempo un ruolo nazionale come sto già facendo». E sull’eventuale candidatura del virologo Roberto Burioni: «Vediamo, se il Pd decidesse di candidare una personalità come la sua avrebbe solo da guadagnarci».

Da sindaco, sono tante le opere che Ricci si appresta ad avviare. La piscina Pentathlon di via Togliatti: «Abbiamo rischiato di avere una incompiuta, invece l’apriremo il 9 gennaio e sarà Filippo Magnini a farci il primo tuffo». La riqualificazione dell’area di via dell’Acquedotto: «Lunedì abbiamo firmato la convenzione con il premier Gentiloni per avere gli 11 milioni di finanziamento, che metteremo nel bilancio 2018». Il palazzetto vecchio: «A gennaio inizieremo l’intervento», che, stando agli annunci passati del sindaco, avrebbe già dovuto essere pronto da anni: «Ai pesaresi non interessa se lo facciamo tre mesi prima o dopo, ma che si faccia, abbiamo trovato i 4 milioni che abbiamo messo a bando». E sta lavorando per riportare i concerti allo stadio Benelli la prossima estate: «La scorsa stagione abbiamo avuto concerti annullati, ma ci riproveremo, anche se ancora non ho conferme sui nomi» L’unica cosa che, in questi 3 anni e mezzo di mandato, non farebbe se ritornasse indietro è il tentativo di creare la Fondazione unica cultura: «Visto come è andata, farei una cosa diversa, come infatti faremo».

Gaffe sulle aperture domenicali dei supermercati, alla domanda se condivide la proposta del leader 5 Stelle Luigi Di Maio di chiudere i negozi nei festivi: «Le grandi strutture commerciali hanno un numero di aperture domenicali che varia da regione a regione, mi sembra il giusto compromesso tra il desiderio dei lavoratori di riposare e quella dei consumatori». In realtà, era così un po’ di tempo fa, ora i supermercati sono sempre aperti, o quasi, senza limiti di giornate. Infine, qualche rivelazione personale: «Mi piace andare all’attacco, come quando giocavo a calcio. Mi dicono che sono permaloso, la verità è che sono troppo legato al parere delle persone, ho l’ansia di piacere a tutti i costi e per questo a volte mi arrabbio troppo. Invece il cinismo e la cattiveria mi mancano, credo che non li varà mai». E ha rivelato che fa aerobica, oltre che andare a camminare.