Rimini, 16 luglio 2017 - "Se l'attuale gravissimo stato di siccità dovesse continuare nelle prossime settimane, il rischio concreto è che la vendemmia 2017 diventi un flop storico, con produzione di vini dimezzata del 50 per cento». Il grido d’allarme viene da Sandro Santini, presidente della Strada dei vini e dei sapori, e titolare dell’omonima azienda di Coriano. «La situazione è drammatica per carenza di acqua – fa eco l’enologo Lorenzo Landi – e con questo trend perdurante, senza pioggia e con caldo e temperature altissime, il pericolo è che la maturazione si blocchi». Landi sfata anche il ‘mito’ secondo il quale con poche piogge cala la quantità ma cresce specularmente la qualità: «L’uva si ‘concentra’ – spiega –, la gradazione si alza, ma gli aromi si bruciano, e l’uva molto concentrata perde le proprie caratteristiche. Ed è possibile un calo drastico della produzione». «Siamo già in anticipo di un mese sulla vendemmia dei vini bianchi – aggiunge Santini – che normalmente si fa a fine settembre: ad oggi si raccoglieranno prima del 10».

«La situazione per i vigneti inizia ad essere drammatica – aggiunge Claudio Bertuccioli, direttore della Cia, Confederazione italiana agricoltori –: le foglie sono avvizzite, tutta l’area pedecollinare e montana, dove è più complicato arrivare con l’irrigazione artificiale, è in forte sofferenza. Non solo i vigneti sono in crisi: per l’erba medica non si riesce a fare il secondo taglio; è in corso la raccolta per i cereali, dal grano all’avena all’orzo; problemi grossi anche per le colture portaseme». «Quanto ai tempi – aggiunge uno storico titolare di azienda vitivinicola – la siccità porta a un anticipo tremendo, siamo quasi al mese per i bianchi, che hanno bisogno di più acqua, e se continua così le uve saranno raccolte già a inizio settembre. Per i rossi c’è più margine, ma il rischio per quantità e qualità è pesante». Per questi ultimi può essere positivo uno «stress idrico moderato», ma siamo andati oltre. «Vicino allo stato di calamità naturale», sibila Enrico Santini. «Non ho ricordi di un’annata così difficile – continua –, anche il 2003 ci ha messo a dura prova». I bianchi rappresentano un quarto della produzione totale, nel Riminese. Lo scorso anno la vendemmia è stata da oscar: giornate calde e notti fresche, niente insetti e poche grandinate. Risultato finale: tanta uva e di ottima qualità, dal sangiovese allo chardonnay.