Rimini, 5 novembre 2017 - La politica si è schierata subito al suo fianco, dopo il terribile agguato con l’acido del 10 gennaio scorso. Ma adesso nelle stanze dei bottoni c’è chi considera Gessica Notaro, anche una possibile candidata per le prossime elezioni politiche. Nessun partito ancora (va detto) le ha proposto di candidarsi. Ma il suo nome circola, sia nel Pd che in altri partiti. C’è perfino chi (sui social) dà una sua candidatura con il Pd molto probabile.

Come stanno le cose veramente, Gessica?

«La realtà è che a oggi nessuno mi ha cercata o contattata per chiedermi di candidarmi, o propormi comunque un impegno in politico. Se fosse vero, mi sentirei onorata del fatto che qualcuno abbia pensato a me, ma non accetterei».

Neanche se le proponessero la candidatura al Parlamento?

«No. Io sono giovane e inesperta. Ho promesso di impegnarmi sempre più per combattere la violenza sulle donne, ma ho soltanto 28 anni: devo ancora studiare tanto e preparami. Ma questo non è l’unico motivo per cui direi di no».

Per quale altra ragione è pronta a rifiutare un’eventuale candidatura?

«Ci sono tantissime donne che si rivolgono a me per chiedere aiuto. Non avete idea di quante persone, ogni giorno, mi contattino perché vittime di stalking, minacce, violenze. Se prendessi una posizione politica, o accettassi di candidarmi per qualche partito, molte di queste non si farebbero più avanti. Diventerebbero diffidenti nei miei confronti. E’ un rischio che non lo voglio correre».

Insomma, la politica per il momento non rientra fra i suoi progetti?

«Non ora. Ci sono persone più adatte di me, penso a Lucia Annibali (l’avvocatessa di Pesaro anche lei sfregiata con l’acido, ndr). Poi, fra qualche anno, se per cambiare le cose e garantire maggiore tutela alle donne dovessi capire che è importante avere anche un ruolo politico, allora ci penserò. Ma lo farei solo per portare avanti al meglio la mia battaglia. Nel frattempo continuerò a impegnarmi contro la violenze sulle donne».

È stata chiamata anche a Roma da Michelle Hunziker e dall’avvocato Giulia Bongiorno per raccontare la sua storia.

«Sì, da tempo sto collaborando insieme alla loro associazione, Doppia difesa. Ci stiamo battendo per l’introduzione del ‘codice rosso’, affinché venga data la priorità alle denunce fatte da donne vittime di violenza. Questo è quello a cui mi sto dedicando». Montecitorio può attendere.

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