Corinaldo (Ancona), 8 gennaio 2019 - É iniziato questa mattina il secondo sopralluogo nei locali della Lanterna Azzurra di Corinaldo, il locale della tragedia dove la notte tra il 7 e l'8 dicembre hanno perso la vita sei persone: cinque minorenni e una mamma.

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Sul posto gli uomini del Ris che hanno effettuato i campionamenti all'interno del locale. Le verifiche hanno interessato anche il quadro elettrico. Sul posto anche il personale dell'Arpam, i legali delle vittime ed il pm Valentina Bavai. Un altro sopralluogo è già stato fissato per venerdì. 

Asia Nasoni

Si è concluso nel tardo pomeriggio. Dopo le prime verifiche, che si sono svolte il 21 dicembre scorso, gli inquirenti sono convinti che la bomboletta spray al peperoncino, ritrovata all'interno della pista e messa sotto sequestro, possa non essere l'unica causa dei bruciori e delle difficoltà respiratorie che hanno costretto decine di persone a fuggire in modo scomposto dal locale, indirizzandosi soprattutto verso l'uscita di sicurezza numero 3. Uno dei pubblici ministeri che segue l'inchiesta, Valentina Bavai, i consulenti della procura, il personale del Ris e quello dell'Arpam, davanti ai consulenti degli indagati e delle vittime, hanno lavorato su più fronti, con l'obiettivo di rispondere a 4 domande chiave.

Sono stati esaminati l'impianto di aereazione del locale, la macchina scenica del fumo e persino i frigoriferi alla ricerca di tracce di sostanze urticanti. Si tratta di uno dei diversi accertamenti unici e irripetibili disposti dalla procura ordinaria e affidati all'ingegnere Costanzo Di Perna, docente di fisica ambientale alla Politecnica delle Marche. Al personale del Ris tocca, inoltre, la ricostruzione tridimensionale di quanto accaduto quella notte: il personale dell'arma ha posto sotto scanner il locale e la mappatura verrà incrociata con i video consegnati ai carabinieri da decine di ragazzi.

L'obiettivo è di ricostruire con la massima precisione il numero delle persone effettivamente presenti nel locale. Ci sono poi gli aspetti legati alla sicurezza: se ne sta occupando Marcello Mangione, ingegnere civile presso il comando generale dei carabinieri, chiamato dalla procura a chiarire tutti gli aspetti legati alla gestione dell'emergenza, comprese le vie di fuga e le uscite di sicurezza, e a esaminare la balaustra di sinistra dell'uscita 3, che ha ceduto sotto il peso di centinaia di persone che cercavo di uscire precipitosamente dal locale. Lì sono certamente morte tre delle sei vittime e si sono registrati i feriti più gravi. Ad oggi, gli indagati dalla procura ordinaria e da quella dei minori sono complessivamente 10. In calendario ci sono già due nuovi sopralluoghi: l'11 e il 12 gennaio prossimi.