Corinaldo (Ancona), 7 gennaio 2019 - A un mese esatto dalla tragedia alla discoteca Lanterna Blu di Corinaldo, nella notte tra il 7 e l'8 dicembre, la procura di Ancona lavora anche a una simulazione virtuale in 3D della dinamica del fuggi fuggi e della conseguente strage che provocò 6 vittime (cinque ragazzini e una madre 39enne). Si utilizzeranno anche i video girati da alcuni dei presenti e consegnati ai carabinieri. Domani esperti del Racis e un consulente del pm continueranno nella discoteca i campionamenti delle sostanze.

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Nove gli indagati tra proprietari dell'immobile, amministratori della società Magic srl, un dj del locale, un addetto alla sicurezza. Decimo indagato un 17enne sospettato dalla Procura minorile di aver spruzzato la sostanza urticante: sostiene che quella sera non era nel locale, la difesa sta raccogliendo elementi per dimostrarlo.

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Tra gli obiettivi degli accertamenti tecnici disposti, oltre a stabilire se lo stato della discoteca fosse rispondente ai requisiti per le autorizzazioni per attività di spettacolo, c'è anche verificare cosa, se non il peperoncino, abbia causato l'irritazione di naso, occhi e gola percepita dai ragazzi: una sensazione di bruciore e fatica a respirare che aveva generato il panico. Controlli riguardano anche congelatori e impianti di refrigerazione del bar e il sistema di generazione di fumi per la coreografia.

Asia Nasoni

Nella calca morirono Asia Nasoni, 14 anni, Emma Fabini, 14 anni,  Daniele Pongetti (FOTO), 16 anni, di Senigallia,  Benedetta Vitali (FOTO), 15 anni, di Fano, Mattia Orlandi, 15 anni, di Frontone (Pesaro Urbino) e a Eleonora Girolimini, 39enne senigalliese madre di quattro figli che insieme al marito aveva accompagnato la figlia 11enne; e rimasero ferite oltre cento persone di cui sette in ricoverate in Rianimazione ad Ancona in condizioni gravi, poi curate e tutte dimesse dall'ospedale prima di Natale.